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Adna - Run, Lucifer (2015 - Despotz Records)

Pubblicato su Shiver l'1/07/2015

 

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Ci sono cantanti che se ne fregano di sperimentare, trovano un ‘filone’ a loro consono, possibilmente  alternativo, e lo seguono, facendo della loro immagine fragile e dimessa una caratteristica distintiva della loro arte, atteggiamento rispettabile, per carità… poi ci sono cantanti che rischiano e, seppur legati ai loro artisti di riferimento, si sforzano di trovare una loro identità più personale e meno scontata. Ovviamente preferisco di gran lunga la seconda categoria e mi spiace constatare che Adna Kadic rientri invece nella prima.

In arte semplicemente Adna,  questa cantautrice è arrivata dalla fredda Gothenburg con un biglietto di sola andata per Berlino, dove ha messo a punto l’intero progetto di Run, Lucifer, un album molto ‘nordico’, lento e introspettivo. Quanto a esempi del passato di canto sofisticato e malinconico, condito da atmosfere eteree, ne abbiamo già avuti a  bizzeffe. Il sasso fu lanciato – ma siamo su ben più alti livelli –  dalla dublinese Sinead O’Connor, finita in prima pagina più spesso per le sue spavalde dichiarazioni che per l’innegabile talento. Si è poi proseguito con artiste mai scontate come l’americana Tori Amos e l’estrosa islandese Bjork. Per arrivare a tempi più recenti hanno seguito un filone simile con risultati apprezzabili Florence Welch (Florence & The Machine)  e Daughter, della quale la  Kadic è una copia carbone, quasi sorella gemella. Allora mi chiedo: sarà pure brava questa Adna, ma ce n’era bisogno? Ascoltando l’album si intuisce il tono dell’opera già dall’intro strumentale, dal titolo che è uno scioglilingua, che viene poi confermato nei restanti brani che sono di una noia mortale. Purtroppo canzoni che mi verrebbe voglia di riascoltare sono pochissime, forse “Beautiful Hell” eRun,  Lucifer”.
Il timbro della Kadic risulta fin troppo famigliare se paragonato a quello delle sopra citate artiste, con quella malinconia latente già sentita più e più volte. Una voce che non metto certo in discussione per le qualità tecniche quanto per l’incapacità di sperimentare, quasi a cercare riparo da qualunque critica proponendo la solita minestra riscaldata, che tanto qualcuno la manderà giù. Finisce allora che la maggior parte delle canzoni  del disco sembrano per lo più monotoni esercizi di stile vocale per conferire al tutto una patina di intellettuale rispettabilità, ma terribilmente pallosa.

L’augurio che faccio ad Adna è di svincolarsi dagli stereotipi per passare a qualcosa che riesca davvero  a stupire l’ascoltatore.

(Agatha Orrico)

http://www.shiverwebzine.com/2015/07/01/adna-run-lucifer-2015-despotz-records/