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Patrice Lumumba. La vergogna del Belgio e l'agghiacciante confessione del suo assassino.

Pubblicato il 26 Gennaio 2016 su African Voices

 

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Sabato 17 gennaio 2016 si è commemorato il 54° anniversario della morte dello statista congolese Patrice Lumumba.
Un omicidio politico voluto da Stati Uniti, Francia e Belgio per impedire che la ricca nazione del Congo prendesse una piega nazionalista e riuscisse a creare uno stato veramente indipendente capace di gestire le immense ricchezze naturali detenute. Ricchezze che per quasi cent’anni sono state sfruttate dal Belgio, un poverissimo ed insignificante paese europeo, ora capitale dell’Unione Europea, che deve il suo sviluppo non alle miniere di carbone ma alle risorse naturali rubate al Congo e costate dieci milioni di morti (il primo genocidio avvenuto in Africa).

La morte di Lumumba rappresenta un dramma nazionale e regionale. Le dirette conseguenze sono drammatiche.

Il suo omicidio apre l’era della dittatura di Mobutu Sese Seko, durata 32 anni (dal 1965 al 1997), una tra le più feroci e cleptomani dittature mai conosciute in Africa.
Alla caduta del regime, per mano degli eserciti di Angola, Rwanda e Uganda, si instaura una seconda dittatura : quella della Dinastia Kabila. Dal padre (Joseph Dèsirè Kabila) al figlio (Joseph Kabila Kabange). Quest’ultimo ancora al potere.
Il passaggio di testimone tra le due dittature - entrambe appoggiate a fasi alterne dalle potenze occidentali - ha generato due guerre pan africane e due ribellioni maggiori all’est, sfruttando le miniere e schiavizzando la popolazione.

Reati denunciati ma rimasti totalmente impuniti. In questo paese vive la popolazione tra le più povere in Africa.

L’assassinio di Lumumba è stato reso possibile dalla mancata protezione della missione di pace delle Nazioni Unite installatasi nel paese negli anni immediatamente dopo l’indipendenza (1961). Per oltre quarant’anni le potenze occidentali, le Nazioni Unite e la storiografia ufficiale hanno negato ogni coinvolgimento sull’assassinio del leader congolese facendo credere che fosse stata una « Storia tra negri ». Nel 2002 è caduto anche questo ultimo tabù. Gèrard Soete, appartenente ai corpi speciali dell’esercito belga riporta ad un quotidiano belga la sua testimonianza di come fu assassinato Lumumba direttamente dai soldati belgi tra i quali lui. Una testimonianza passata quasi inosservata in quanto fino ad ora la storia dell’Africa ci viene offerta dai vincitori che sono tutti bianchi ed occidentali. Una testimonianza che vale la pena di rileggere durante il mese commemorativo dedicato a Patrice Lumumba.

« Ho fatto a pezzi e disciolto nell’acido il corpo di Lumumba. In piena notte africana, abbiamo cominciato ad ubriacarci per avere il coraggio di compiere una simile operazione. Il lavoro più duro fu quello di staccare le membra prima di gettarle nell’acido. Nulla è restato a parte qualche dente. Mi ricordo dell’odore. Insopportabile. Mi sono lavato tre volte dopo ma per giorni sentivo la puzza e mi sentivo un barbaro. ».

 

Questa è la testimonianza di Gèrard Soete quarant’ anni dopo l’omicidio del leader congolese. Il suo corpo fu smembrato in 34 pezzi. Un numero simbolico : il 0034 è il codice internazionale del Belgio. Dopo quaranta anni di negazioni ufficiali Gèrard Soete rivela l’orribile segreto. Una notte del gennaio 1961, il corpo del martire congolese fu fatto a pezzi e fatto sparire in un fusto pieno di acido sulforico, ammette oggi l’ex soldato delle forze speciali belghe ora ottantenne e ancora in buona salute, che risiede a Bruges.

Crivellato di colpi, Lumumba viene dissolto nell’acido assieme a due suoi compagni di lotta : Joseph Okito e Maurice Mpolo.

 

Secondo il boia belga, l’obiettivo dell’omicidio era, in pieno clima di guerra fredda, quello di mantenere il Congo sotto la sfera di influenza occidentale. La tesi è stata presentata nel 2002 ad una commissione di inchiesta belga incaricata di chiarire le eventuali responsabilità politiche del governo belga.

I corpi di Lumumba e dei suoi due compagni furono trasportati a 220 km dal luogo dell’assassinio per essere dissolti in piena savana.  La scelta di disciogliere il cadavere di Lumumba nell’acido fu necessaria per non creare un mito e pericolosi pellegrinaggi presso la sua tomba.

 

« Tutte le autorità belghe presenti in Katanga hanno approvato in pieno l’operazione » ci tiene a specificare Gèrard Soete. Lo smembramento dei corpi di Lumumba e dei suoi due compagni avviene cinque giorni dopo il loro assassinio. Soete ha conservato un dito e un dente di Patrice Lumumba come souvenir della sua avventura africana.

 

Questo breve ed agghiacciante articolo dovrebbe far riflettere l’attuale governo Belga e suoi cittadini. Al contrario il più criminale silenzio è calato sull’anniversario della morte di Lumumba. Il primo per non sottoporsi ad eventuali persecuzioni della giustizia internazionale, i secondi per totale ignoranza dei fatti avvenuti in un lontano paese africano e in tempi remoti.
Solo i congolesi, orfani di Lumumba, ricordano questo triste anniversario. Reso ancora più triste dalle miserabili condizioni in cui sono costretti a vivere sotto il regime Kabila, oggi 26 gennaio del 2015. Ironia della sorte, dinnanzi alle evidenti difficoltà dell’attuale regime congolese di mantenere il potere e al rischio dell’implosione del paese, si sospetta che dietro agli attuali motti indipendentistici della provincia del Katanga vi siano i criminali di allora, o per meglio dire : il governo democratico del Belgio.

 

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Guarda cosa hanno fatto i belgi in Congo !

 

 

 

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