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Gen

CAVIE UMANE

 

 

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Gennaio 2017 - "Servono cavie umane, paghiamo 900 euro al giorno", ed è boom di candidati. Pare che assumere farmaci in sperimentazione sia uno dei lavori meglio pagati del momento. La richiesta di cavie umane arriva dalla Svizzera ma, come racconta il Corriere della Sera, si candidano molte aspiranti cavie dall'Italia, quasi tutti di sesso maschile, parecchi giovani (anche studenti) ma anche gente di mezza età. La cifra viene raddoppiata in caso di degenza lunga.

 

Personalmente potrebbero pagarmi qualunque cifra, trovo aberrante giocare con la propria vita, ma soprattutto provo ribrezzo per queste case farmaceutiche pronte a distruggere vite per - apparentemente - salvarne altre.

 

Non sono altrettanto generosi gli americani che sperimentano in Africa, e non c'è da stupirsi.
Si apprende da un reportage di un canale francese che una multinazionale farmaceutica americana il cui nome non viene dichiarato - ma ve lo dico io è la PFIZER - stia sperimentando farmaci anti-Aids in Camerun e probabilmente anche su cittadini di altri paesi africani. I farmaci verrebbero somministrati a fronte di compensi ridicoli a persone siero-negative. Le cavie umane sarebbero istigate e tenere comportamenti fortemente a rischio. Unica assicurazione l'impegno a farsi carico delle cure necessarie in caso di contrazione della malattia. Nessuna informazione, anzi, silenzio assoluto, sulla possibilità di contrarre altre malattie ugualmente mortali. E il disgusto aumenta.

 

 

La mia nausea però raggiunge livelli insostenibili quando entra in gioco la sperimentazione sui bambini. Gli stessi di cui sopra - sempre quelli delle PFIZER - nel 2010 avevano sperimentato un antibiotico destinato al mercato occidentale su 200 bambini di Kano in Nigeria, causando 11 morti e alcune malformazioni.
Perchè l'Africa? Qui nessun compenso, si va nei villaggi con un basso tasso di alfabetizzazione e il consenso viene dato dai genitori oralmente (vorrei sapere poi come li convincono, ma ci tornerò).
Agghiacciante.

 

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