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ECCO COME NOI GIORNALISTI STIAMO FACILITANDO LA SCALATA DEGLI STRONZI

 

Maggio 2016 - Non è facile essere dei bravi giornalisti, no....se è per questo non è proprio facile essere giornalisti. Pare che per fare del giornalismo basti buttare una notizia nel tritacarne dell'informazione e sfornare un paio di frasi scioccanti. E' un po' che sto cercando di capire che succede alla stampa e come abbiamo fatto a precipitare dal decente all'indecente pur di accorciare la distanza tra noi ed una platea che appare infinita.

La facilità con la quale spuntano gli sciacalli ogni qual volta succede un fatto grave è impressionante, nessuno più viene risparmiato, non esiste alcun filtro all'indecenza, è un trionfo di storie ingigantite condite da tanta cattiveria. Esiste un vaccino contro la cattiveria e l'imbecillità?

Eppure io me lo ricordo il vademecum per spiegare ai giornalisti il modo corretto di raccontare gli eventi più cruenti: primo, non bisogna mai sensazionalizzare la paura e mai rendere i responsabili delle celebrità; secondo cercare di non mostrare le loro foto o video che documentano violenze, e soprattutto non diffondere ciò che dicono.

Insomma, ciò che non si dovrebbe fare è esattamente ciò che fa quotidianamente la maggior parte dei giornalisti, e non è una questione solo italiana.

Gli spettri del fascismo e del razzismo stanno tornando? Si. Come, quando è accaduto? E' accaduto sotto ai nostri occhi. C'entra anche l'ignoranza, ma se questi stanno riuscendo a radicalizzarsi nel tessuto sociale un motivo c'è, ed è il racconto che se ne fa.

D'altronde perché sorprenderci quando l’attenzione mediatica degli ultimi anni è stata monopolizzata da personaggi che talvolta ricordano i vecchi fascisti seduti come ospiti fissi dei talk show? La violenza verbale di una Meloni o di un Salvini ha avuto più di chiunque altro spazio in tv e...no, non credo sia necessario finire la frase.

E' stato messo in scena un racconto tragico da parte delle destre nel disperato tentativo di acquisire orde di elettori, dobbiamo chiederci se davvero sono questi i figuri che vogliamo al governo per arginare i problemi che affliggono il nostro amato paese.

La destra in tv serve ormai solo a commentare i servizi sui neri cattivi e sui rom. Viene chiamata a rappresentare l'italiano medio, che secondo loro sarebbe quello perennemente scocciato e arrabbiato per i soprusi dello straniero. Quello stanco, che già c'abbiamo i nostri guai e i nostri di delinquenti senza importarne altri. Come un mantra ripetiamocelo ogni mattina questo turbinio di frasi fatte che così finiremo per crederci. Poi accade che qualche politico, travolto da un'idea di onnipotenza, finisce per diventare prepotente con i deboli (ma sempre ossequioso con chi ha contante) e il telespettatore tapino e ormai irrimediabilmente triste ci si immedesima mettendo in atto la stessa rappresentazione nella vita di tutti i giorni, che tanto a prendersela col poveraccio non ci vuole niente.

Goccia dopo goccia, nel giro di qualche anno, tv e giornali sono riusciti a normalizzare questa figura sino a renderla, per qualcuno, perfino tranquillizzante, aumentandone il mito. Ogni volta che questi politici vanno in onda, subito dopo ecco spuntare il video su you tube che serve da propaganda politica, e il gioco è fatto.

È perfettamente dimostrabile il collegamento diretto tra il modo nel quale si raccontano certi avvenimenti e la frequenza con la quale vengono riproposti nella vita quotidiana, e questo neppure un casapoundiano dell'ultima ora può negarlo.

Chi porta a termine un gesto insensato cerca la platea, l'applauso, proprio come il suo politico di riferimento. E sa, ha la consapevolezza, che troverà molto spazio sui media. Ecco allora che i media diventano responsabili di un messaggio diseducativo e fuorviante.

E allora mi rivolgo ai colleghi giornalisti: basta dare spazio a chi non condanna un gesto palesemente razzista, basta con questa descrizione virile del prototipo di destra – e dai ma come si fa a essere veri uomini andando a una manifestazione indossando una maschera da scambista di locale porno – chi si crede uomo vero, incazzato, è ridicolo, imbarazzante...insomma, è solo un gran sfigato. Soprattutto quando prende parte ad inutili lotte virtuali. Suvvia, diciamolo !

Basta con trasmissioni per decerebrati addomesticati dalla propaganda, con programmi che rincoglioniscono il telespettatore, se ascoltassimo loro sembrerebbe di vivere nella più grossa emergenza di criminalità di tutti i tempi! Basta dunque col terrorismo mediatico di una tv asservita che vede in programmi imbarazzanti come Quinta Colonna di Del Debbio o giornalisti come Feltri la sua massima espressione, passando per i vari Belpietro, Sallusti e amici vari. E' un giornalismo fintamente indagativo, che per mancanza di approfondimento ha già individuato il suo nemico nel povero, possibilmente nero. E quando ne trova uno che è davvero colpevole – perché esistono e nessuno lo nega - lo devono diventare tutti: colpirne uno per educarne cento, come da vecchia propaganda nazista. Lo sanno anche i sassi, ma dirlo no, pare non si possa.

Cari "colleghi" giornalisti, io credo che in questo preciso momento storico dobbiamo fare il punto della situazione e fare una sana auto critica. Chi stiamo diventando e dove vogliamo ci porti questo mestiere? C'è una bella lotta da portare avanti, una lotta da combattere a suon di matite o di tasti. Facciamo uno sforzo di memoria, ritorniamo ai vecchi insegnamenti, torniamo al giornalismo sano, a usare un po' meno veleno e un po' più cuore. Vogliamo veramente contrastare il razzismo e il fascismo in Italia? Beh allora partiamo da noi, cominciando per primi a costruire una nuova narrazione.

(di Agatha Orrico)