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Apr

IL FUTURO E' DEI BAMBINI.

 

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Maggio 2017 - Forse dovrei scrivere qualche frase ad effetto in memoria di chi è morto ammazzato dopo un concerto. O della neonata abbandonata e morta, o delle bimbe bruciate nel rogo o di quelli che si lanciano nel vuoto........ O forse dovrei scrivere di chi vuole abbattere i muri, o di Trump che sigla accordi con l'Arabia Saudita che finanzia l'Isis che istruisce i kamikaze che bersagliano l'Europa che non vuole i migranti che scappano dall'Africa che è sfruttata e bersagliata da Trump come un gatto che si morde la coda.

 

E invece penso alle favole che mi raccontavano quando ero bambina, a quelle storie che guai se non c'era il lieto fine. Anche lì, dentro alle favole, c'era sempre un personaggio molto cattivo, oppure buono all'apparenza ma con cattive intenzioni, che finiva per rendere più avvincente la storia ma solo perchè sapevi già che i buoni alla fine l'avrebbero fatta franca. Ma la cosa più bella era che il protagonista fosse sempre un bambino , ma non uno come quelli che conoscevo io. No, era sempre un bambino disagiato perché abbandonato, orfano, povero. Non un bimbo ricco, alto e bello, no. Era un bimbo col naso che colava e i pantaloncini sporchi di terra, braccato da streghe, infide matrigne o giganti spaventosi. E alla fine vinceva sempre lui, nonostante tutto. Perchè quel bambino spaurito, solo, cui era stato tolto tutto, con le proprie forze e con l'aiuto di qualche animale o oggetto parlante, riusciva a sconfiggere anche gli orchi più spaventosi. Imparava, attraverso le difficoltà e un briciolo di disobbedienza, ad affrontare la vita con la tenacia e il coraggio.
I bambini di oggi hanno due alternative a seconda della parte di mondo nella quale nasceranno. Se nascono nella parte ricca probabilmente avranno i loro bei problemini di depressione e ansia. Se nascono dall'altra parte facilmente rischieranno povertà e sfruttamento, con un destino da lavoratori sottopagati.

Chi il nulla e chi niente.

 

Intanto noi grandi discutiamo del clima e della sovrappopolazione, riempiendoci la bocca di slogan ipocriti con promesse a lungo termine che serviranno solo a posticipare ogni soluzione, mentre ci troviamo alle prese con le conseguenze del nostro agire: crisi economiche, guerre, emigrazione e terrorismo. Come se il nostro tempo a disposizione fosse infinito, nell'attesa di tempi migliori che tanto non arrivano mai.

 

Allora perché non regalare ai nostri bimbi, al posto degli oggetti, un po' di valori, consentendogli ogni tanto di disobbedirci per evitare che si arrendano alla realtà come stiamo facendo noi adulti, che è già tanto se riusciamo a riunirci in una piazza o a esprimere il nostro dissenso su un foglio battuto a macchina? Perchè non gli diamo la possibilità di ribellarsi ad un destino già segnato da secoli di inutili tradizioni e vittimismi? Le prime vittime in ordine di tempo dei nostri sbagli saranno loro, i nostri bambini, in qualunque parte verranno al mondo.

 

Insegniamogli che non deve vincere sempre chi ha i soldi o chi fa la voce grossa, ma chi ha ragione. E loro faranno il resto. Proprio come nelle favole.