17
Nov

ITALIANI BELLA GENTE


 

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Che sollievo trovare ogni tanto nella rassegna stampa buone notizie! La storia del ragazzo disabile che si è tuffato in acqua a salvare una bambina che stava annegando, i volontari di Catania che in uno stabile confiscato alla mafia si occupano degli anziani senza tetto, l'arresto del mafioso che ha minacciato di morte il mio giornalista preferito...la Rai dovrebbe dedicare una rubrica quotidiana a tutta la bella gente del nostro paese, non sto scherzando, sono centinaia di migliaia!

Non c'è peggior cosa delle generalizzazioni. Leggo quotidianamente di donne che odiano altre donne, cittadini che odiano gli stranieri, stranieri che odiano altri stranieri, adulti che odiano i giovani e giovani che odiano gli adulti, cattivi che odiano i buoni e buoni che odiano i cattivi...odio su odio.

I social descrivono ormai impietosamente a senso unico noi italiani come un popolo collerico e razzista. Eppure questo non risponde a verità.

Anche se non sembra, basterebbe informarsi un pò per scovare un esercito diitaliani che non offende e che crea ogni giorno, in qualche angolo del paese, delle storie belle. Scopriremmo allora che questi perennemente incazzati sono una minoranza perchè se, come dice qualcuno, l'Italia fosse popolata in gran parte da questi qua, saremmo già saltati in aria.

Ma a forza di intossicarci col racconto del male, a forza di dare tanto spazio solo e sempre a slogan negativi, abbiamo una percezione diversa e statisticamente scorretta della nostra società. Pare che la gente preferisca leggere storie brutte che belle e mi chiedo perchè. Sarà dovuto alla legge della comparazione? Se leggo l'articolo su di un delinquente con sollievo mi sento subito migliore di lui, mentre se leggo di chi, invece che stare davanti alla tv, esce la sera per portare conforto ai senza tetto, mi sento un coglione che non fa niente. Forse sarà quello...

Nella nostra situazione ordinaria che chiamiamo vita quotidiana abbiamo perso di vista il messaggio che diamo ai più giovani. Noi grandi ci sentiamo autorizzati a giudicare chiunque, mostrando senza filtri la nostra arroganza, e non perdiamo occasione per lamentarci, anche quando le cose non ci riguardano direttamente. Chiudiamo ogni discorso con quella frase inconcludente del "tanto mai niente cambierà". Le cose stanno così e non c'è niente da fare non è un messaggio positivo.

Se trovassimo le risorse emotive, se imparassimo ad osservare, qualunque cosa potrebbe cambiarci la vita. La risposta sta lì, nel rispetto, nel guardare con occhi più dolci il mondo, nel riscoprire il buon esempio, riappropriandoci delle storie belle da raccontare o diventandone anche solo per cinque minuti protagonisti. Proprio come quando eravamo bambini e volevamo che le favole avessero tutte il lieto fine.