19
Feb

LA DISABILITA' DEGLI ALTRI CI FA ANCORA PAURA?

*

Gennaio 2014 - Nel 2013 in Italia le persone disabili erano più di 4 milioni, eppure di disabilità si fatica ancora a parlare. E' un tema scomodo che si è da sempre misurato con il concetto di “normalità”, contribuendo di volta in volta a definirne i confini, dunque anche implicitamente le regole e i vincoli della convivenza civile e delle reciproche possibilità all’interno della comunità. Le persone che oggi chiamiamo disabili in passato sono state addirittura considerate inferiori, 'reietti' confinati ai margini, nascosti. Nel periodo dell'alto Medioevo acquisiscono di nuovo visibilità ma non in modo positivo: il disabile era visto come l'oggetto di un'assistenza pietosa e spesso veniva rappresentato semplicemente come un diverso che incuteva  paura;  oppure lo si considerava dotato di poteri magici, quasi satanici, e tutto ciò ingigantiva le differenze e la ghettizzazione. E che dire in merito agli orrori perpetrati verso le persone disabili nell'epoca nazista? Una cosa inimmaginabile.

 

Attraverso i secoli si è giunti a convinzioni e applicazioni condivise, inscritte stabilmente nelle carte universali dell’uomo, assumendo il segno dell’inclusione integrale, perseguito socialmente e stabilito giuridicamente. Ma sono ancora molteplici i passi da compiere. Limitazioni strutturali, barriere architettoniche, il pregiudizio, il bullismo, il pietismo fanno si che ci sia ancora molto lavoro da fare per far sentire una persona disabile completamente protagonista nella nostra società.

Va considerato un problema sociale quando non si riesce a tutelare una fascia di popolazione meno fortunata che ogni giorno si trova a dover lottare per avere una qualità di vita degna di ogni essere umano.

Una profonda ignoranza sul tema ci porta a vedere il disabile come un eterno bambino, senza prospettive di crescita, senza bisogni di adultità, asessuato. Sfortunato, e per questo perennemente da assistere. Ma dovremmo eliminare questi pregiudizi e considerare semplicemente il disabile un essere umano come gli altri, che ha diritto a lavorare, a formarsi una famiglia e a spostarsi in modo agibile. Insomma, semplicemente un protagonista della propria vita.

Se riuscissimo a convertire questi sentimenti, se solo ribaltassimo un mucchio di stereotipi che ci inducono ad avere un'immagine lacunosa e distorta di una parte della popolazione, ci renderemmo conto che il disabile ha tanto da insegnarci: può insegnarci la gioia di vivere, può trasmetterci la sua forza, la stessa che mette in atto quotidianamente per vivere bene e combattere le avversità con tenacia. Niente pietà allora, ma solo tanta ammirazione.