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Nov

L'IPOCRISIA DI CHIAMARSI VOGUE


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Novembre 2016 - La campagna contro l'anoressia guidata da Franca Sozzani?
No scusate ma forse non ho sentito bene.
Ma davvero?
Deve essermi sfuggito qualcosa.

 

Deve essermi per forza sfuggito qualcosa se la direttrice di Vogue Italia, colei che negli ultimi 30 anni ha mandato in copertina donne palesemente malate, modelle con le costole di fuori e braccia e gambe scarnificate, contribuendo a formare la cultura della 'donna appendino', ora si erga a paladina dei disturbi alimentari degli scheletri che lavorano per lei.

Ma quanta arroganza Miss Sozzani....ma quanta ipocrisia...

Sarà una coincidenza. Ma guarda caso poco tempo prima usciva un libro, guarda caso questa volta è la direttrice di Vogue Australia che scrive, tale Kirstie Clements. Niente di nuovo, cose che si sanno da anni, ma che per qualche strana ragione nessuno nell'ambiente ferma.

Storie vere, di anoressia per ottenere una taglia 34 (io ho la 44!), di gente che ingoia batuffoli di cotone imbevuti di succo d’arancia per potersi sentire sazia. E poi diuretici, lassativi, cocaina e anfetamine e flebo per via endovenosa.

Ma per carità, sarà un caso che ora si sveglia quell'arpia della Sozzani dal suo letargo esistenziale, ebbra dei quattrini guadagnati a spese della salute altrui.

Lo squallore viaggia sulle pagine patinate delle riviste.
Forse sarebbe stata più efficace una bella auto critica.
Ma il business è così.
La moda è così.

(tutte le foto allegate sono tratte da servizi di Vogue)

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