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Gen

NOI SIAMO TRUMP.

“Le nostre idee erano considerate solo ieri sulla soglia della follia; oggi sono sulla soglia dei parlamenti.” Adam Smith

 

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Gennaio 2017 - In risposta a chi mi ha chiesto un intervento su Donald Trump. Lusingata che la mia opinione interessi a qualcuno, raccolgo volentieri i frutti di un anno dove ho usato questa pagina per denunciare (parte) dello schifo che vedo e leggo.
Riguardo a Trump, io amo quest'uomo, si si, avete letto bene.

 

Trump mi ha fatto un enorme favore, oh si!
Sono grata a Mister Trump, io che sto da una certa parte della barricata, perché, qualora ce ne fosse bisogno – e sono convinta che sia così – ha finalmente svelato al mondo la vera faccia dell'America. Non ha paura di essere definito razzista perché è ciò che è, mentre coloro che lo hanno preceduto non hanno fatto altro che spargere morte a suon di slogan sulla democrazia. Ecco ciò che è, ed è sempre stata l'America, una nazione fondata sull'inganno per aver perpetrato uno dei più grossi stermini della storia verso i nativi di quel continente senza pagarne mai le conseguenze.

Sono felice che abbia vinto Donald Trump, così finalmente possiamo togliere la maschera ad una nazione che si presenta al mondo con la frase che appare sulla Statua della Libertà "...datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere...", cioè un'insulsa menzogna.
Trump ha vinto in barba ai sondaggi e allo sbarramento mediatico, ha vinto perché rappresenta la nostra faccia, europei compresi, quella che non mostriamo per ripararci dietro al nostro individualismo.
Ha vinto perché chi la pensa in modo diametralmente opposto a lui non ha saputo formare un movimento compatto in grado di forgiare le masse, ha vinto perché dalla nascita di Gandhi (1869) ad oggi, nonostante i Martin Luther King della storia, i movimenti pacifisti si sono limitati a sventolare bandiere che non sono riuscite a bloccare le guerre che hanno insanguinato il pianeta.

 

Che ne è stato di tutte quelle battaglie e manifestazioni di piazza per combattere le ingiustizie? A questo punto bisognerebbe rivedere i sistemi di lotta, dato che è tutto un gran fallimento. Non è colpa nostra, è che non avevamo capito, poveri sciocchi, che i nostri veri nemici erano/sono proprio quel neo-liberismo, quel capitalismo, quelle multinazionali, quella Banca Mondiale, quelle mire imperialistiche ecc ecc. che noi stessi abbiamo creato per vivere più tranquilli e rimanere all'interno del gruppo di cui fanno parte i privilegiati della terra.

 

Trump è sincero, non fa finta, ci mostra apertamente chi gli è antipatico. I nativi americani, coloro che legittimamente dovrebbero stare al posto suo (mica è fesso). E Trump, da vero uomo 'con le palle', fa quello che fa l'80% degli uomini, pur non dicendolo: odia le donne. Blocca i fondi che garantirebbero alle donne un accesso sicuro all'aborto, che tanto la sua di donna fa l'amore solo per fini procreativi. E difatti basterebbe guardarla quella donna per capire: è stereotipata, è la tipica donna oggetto che deve 'servire' all'uomo per completarne la potenza, una che deve stargli a fianco senza dire la sua, proprio come accade nei paesi arabi che tutti condannano. Ovviamente la sua antipatia verrà equamente distribuita anche tra omosessuali e ambientalisti, ai musulmani ci ha già pensato, quindi stiamo a posto e il quadro è al completo.

 

Diciamocela di nuovo la verità: noi occidentali (e badate che siamo circa 800 milioni) ci siamo abituati al tenore di vita che abbiamo, ci lamentiamo di dover rinunciare alle vacanze e di tirare un po' la cinghia, ma ce ne sbattiamo di ciò che il nostro 'benessere' causa ad altri popoli. Qui c'è la crisi, non c'è futuro per i nostri giovani....ma davvero? Noi siamo i ricchi del pianeta, crisi o non crisi, e se si tratta di far soccombere qualcuno in nome di questo benessere abbiamo già scelto: o noi o loro, e non si discute, a soccombere saranno sempre i 'loro' della terra.

 

Noi siamo come Trump, noi siamo Trump. Ma amici miei, la storia una sola cosa mi ha insegnato: che la ruota, prima o poi, gira.

 

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