Leggenda narra che fu a São Tomè e Príncipe che venne concretizzata la teoria della relatività di Einstein. Era il 1919 quando un astrofisico inglese, Arthur Stanley Eddington, spinto dalla lettura del geniale collega tedesco, si recò sull’isola per fotografare le stelle durante un’eclissi di sole. L’audace missione riuscì e la teoria della relatività cominciò a godere di credibilità.

Sconosciuto ai più, quello che è uno dei più piccoli stati indipendenti al mondo, conobbe un secondo periodo di notorietà in Occidente all’indomani dell’uscita del libro “Equatore” di Sousa Tavares, narrante la storia di un ricco scapolo che riceve l’incarico di governatore nelle isole con la missione di confutare l’accusa degli inglesi che vogliono mostrare al mondo un Portogallo ancora retrogrado e schiavista.

“Una volta che la corrente del Golfo di Guinea ti afferra, non c’è più nulla da fare. Come ti ha trascinato qui, così ti rispedisce nell’oceano”. Dopo aver inciso la scritta su una noce di cocco, Luis Manuel Beirao gettò il frutto nello spaventoso gorgo della Boca do Inferno, osservandolo allontanarsi nelle acque dell’Atlantico. Era il rito d’addio praticato un tempo dagli schiavi di São Tomé e Principe.

Quel minuscolo arcipelago africano a cavallo dell’Equatore rimase disabitato fino al 21 dicembre 1470, giorno nel quale dei navigatori portoghesi vi approdarono durante le loro esplorazioni. I portoghesi, che non stavano ottenendo buoni risultati nella coltura della canna da zucchero nella vicina Capo Verde, decisero di spostare la produzione sul piccolo arcipelago che godeva di un clima perfetto. I primi abitanti del luogo furono dunque i coloni stessi e gli schiavi portati dal continente, in particolare dall’Angola e da Capo Verde. La variegata popolazione saotomense è frutto di un mescolamento tra portoghesi e africani di varie etnie e culture, i creoli. Nel giro di qualche anno non solo l’isola divenne uno tra i principali produttori di canna da zucchero ma anche un punto d’appoggio nel traffico degli schiavi diretti verso le piantagioni americane.

La canna da zucchero, importata per la prima volta in Europa dall’Oriente con le Crociate, era considerata come l’oro, era un prodotto costoso e raro, coltivato nelle regioni calde ed umide in grandi piantagioni. Fu proprio questo gusto per lo zucchero ad essere il principale responsabile del traffico di schiavi verso le Americhe. Nel 1600, dopo l’enorme sviluppo della canna da zucchero in Brasile e per rispondere ad una domanda diventata mondiale, i portoghesi convertirono le grandi piantagioni in produzione di cacao e di caffè chiamate rocas. Quando nel 1875 venne abolito lo schiavismo, rimpiazzato in realtà da un sistema di lavoro forzato nelle rocas, la situazione non mutò un granchè per i lavoratori. Le isole di São Tomè e Principe ritrovarono solo nel 1975 la loro serenità, ottenuta dopo anni di scontri e attriti sociali sfociati definitivamente nell’indipendenza. Il celebre panafricanista Amilcar Cabral, che tanto aveva lottato per liberarsi dal giogo coloniale portoghese, non vide mai le isole liberate.



Una piattaforma per l’estrazione off-shore del petrolio nelle acque fra São Tomé e Gabon

Al momento dell’indipendenza l’80% delle terre coltivate erano distribuite tra 28 rocas private, mentre 10.000 piccoli proprietari si spartivano il restante 20%. Il primo Presidente Manuel Pinto da Costa adottò un regime di fede marxista, le rocas vennero nazionalizzate e raggruppate in 15 imprese di stato.

Nel 2003 l’esercito prese il potere per una settimana, protestando per la corruzione politica e la conseguente iniquità nella distribuzione dei proventi dell’estrazione petrolifera, divenuta nel frattempo una delle voci importanti dell’economia dell’arcipelago, a seguito del crscente interesse di Usa e Cina. Dopo un periodo di trattativa, il presidente Fradique de Menezes, esautorato dal colpo di stato, venne rimesso in carica, vincendo nuovamente le elezioni.

(di Agatha Orrico)

Originale pubblicato a Marzo 2019 sull’inserto di Lavoro e Salute “Storie d’Africa”

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Agatha

Giornalista free-lance Web Journalism Editor e Correttore bozze Collaborazione con rivista letteraria Storie - Roma Recensione dischi e Live per Magazine Shiver Un Fachiro al Cinema Magazine critica cinematografica Articoli viaggio per casa editrice Viaggi Milano

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