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Gen

...E SIAMO ANCORA QUA.

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Luglio 2016 - E siamo ancora qua, a contare morti di una guerra che non capiamo. Non è trascorso molto di quel tempo da quando eravamo noi a urlare: "Fuori l'Italia dalla guerra !”. E mentre abbiamo trascorso anni ad onorare quei nostri morti, siamo stati testimoni un po' distratti di altre guerre, in qualche luogo lontano, dove spesso le vittime avevano la pelle un po' più scura della nostra. Un veloce trafiletto sul giornale diceva: "200 morti a Baghdad" “1000 morti ad Aleppo”... Numeri, cifre che in fondo in fondo non ci riguardano più di tanto. Un lieve dispiacere e passi alla pagina degli spettacoli.

 


Oggi ci accorgiamo che le vittime di Aleppo sono uguali a noi, anzi, che quelle vittime siamo o potremmo essere noi. Che la tua e la nostra vita potrebbero finire in un attimo, passeggiando su un lungomare. Che puoi uscire per andare a fare una passeggiata e non tornare mai più a casa, proprio come laggiù, in quei paesi lontani dei trafiletti di giornale.
Che il nemico può assumere diverse facce, che può avere un turbante o una divisa, che sempre un criminale resta. Ma che i morti, quelli sono tutti uguali, a Nizza come ad Aleppo. Che la follia non ha colore e non ha prezzo, che le madri piangono i loro figli allo stesso modo. Che la favola delle guerre buone e quelle cattive ce la stanno raccontando da troppo tempo. Balle, balle, balle!

 

C'è chi da anni grida 'abbasso la guerra', ma l'abbiamo etichettato pacifista, quasi fosse un insulto. E allora cosa dobbiamo fare, attendere che sia lei. la guerra, a spazzare via noi?

(di Agatha Orrico)

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