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ELVIS COSTELLO E THE ROOTS: LA STRANA COPPIA.

Pubblicato sulla rivista letteraria "Storie" l'8 Gennaio 2014.

 

 

C’è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di bella promessa a quella di solito stronzo. Soltanto a pochi fortunati l’età concede poi di accedere alla dignità di venerato maestro.” (Alberto Arbasino)

 

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Elvis Costello e Questolove

Lo statunitense Questlove (classe 1971) è il leader dei The Roots, band da lui stesso definita, in un eccesso di presunzione, la più cool della scena hip-hop newyorkese. Ha anche dichiarato di aver coronato il sogno di lavorare con uno dei suoi miti adolescenziali; alquanto bizzarro se si considera che sta parlando del re del pop d'essai, il londinese Elvis Costello (classe 1954); che, riferendosi al rapper, rincara la dose asserendo di essere 'totalmente affascinato dalle sue idee'.

Il primo incontro della strana coppia è in uno show americano; una semplice collaborazione si evolve nella realizzazione di un album dal titolo Walk us uptown and other Songs, con musica della band e testi di Costello. I due hanno ben poco in comune, se si escludono la fissa per le collaborazioni ed un background simile.

L'adolescenza di Declan Patrik MacManus si divide tra il negozio di dischi della madre e i club frequentati dal padre trombettista, dal quale prende lo pseudonimo di Costello. Alla fine degli anni '70 si inserisce nella scena musicale punk, dando vita ad una carriera tanto longeva quanto incostante che alterna un minestrone di stili: swing, jazz,country, pop...Il carattere irruento e gli eccessi di alcol gli valgono il soprannome di ”angry young man”.

Ahmir Khalib Thompson - nome in codice Questlove - sviluppa fin da piccolo un innegabile talento come batterista, frutto dell'infanzia trascorsa nei backstage al seguito dei genitori musicisti. Disc-jockey e produttore, fonda una band che vanta (appunto!) decine di collaborazioni.

"Abbiamo creduto al progetto come si fa con un'intensa storia d'amore". Ma l'alchimia sbandierata ha raffreddato chi aveva affrettato recensioni entusiastiche prima ancora dell'uscita del disco, definito dallo stesso Costello "un calderone pieno di polveri e pozioni(...) non conosco un nome per questo tipo di musica".

E difatti il risultato è un miscuglio di jazz, groove con accenni alla Motown di DetroitUn lavoro non tradizionale dove manca il collante tra la voce nasale dell'ex crooner e le basi musicali ripetitive e poco armoniche della band. Completano l'insieme testi apocalittici in pieno stile costelliano con richiami colti ai versi del poeta Ezra Pound.

'Ho voluto parlare di corruzione, caos, del mormorio di uomini in preghiera e del calpestio degli assassini. Un mondo senza Dio, senza amore, senza giustizia dove non c’è salvezza'.

Ai critici musicali e ai fruitori di musica spetterà giudicare questo ibrido soggettivamente discutibile. C'è da chiedersi se la collaborazione Costello-Questlove non sia frutto di un malcelato bisogno di rivitalizzare le loro carriere, la prima inamidata, l'altra forse sopravvalutata....