14
Ago

LE TRASGRESSIONI DI MILEY CYRUS SPIEGATE DA ARTHUR SCHNITZLER.

 

 

Arthur Schnitzler

Arthur Schnitzler

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Maggio 2014. Mi chiedo se la cantante Miley Cyrus, scandalosa protagonista del gossip degli ultimi mesi, abbia letto quel capolavoro che è “Fräulein Else” di Arthur Schnitzler.

Mi è capitato di recente di ri-leggere l'attualissimo libro dell'autore austriaco, e il pensiero è andato alla giovane Miley. I puristi della letteratura classica storceranno il naso trovando irriverente l'accostamento. Per spiegarvi le mie ragioni riepilogherò brevemente, per chi non la conoscesse, la trama del libro, aggiungendo poche note sull'autore.

Arthur Schnitzler nacque a Vienna nel 1862 dove si laureò in medicina. In campo medico destò subito l'ammirazione dei colleghi, in particolare del coetaneo Sigmund Freud. Amante della scrittura, autore di una incredibile quantità di opere, fu tra i precursori di un tipo innovativo di scrittura, fino ad allora sperimentato solamente da Joyce: il monologo interiore (in inglese ' stream of consciousness'). La trama veniva esposta al lettore attraverso l'abile descrizione dello stato d'animo e dei pensieri, spesso aggrovigliati, dei protagonisti.

Prende forma con questa tecnica “Fräulein Else”, breve romanzo ambientato agli inizi del '900 in una località di villeggiatura italiana. La diciannovenne Else sta trascorrendo una vacanza con l'anziana zia, e la sua serenità viene infranta dall'arrivo di una lettera. I genitori di Else, senza lasciarle possibilità di rifiuto, la implorano di chiedere in prestito una ingente somma di denaro a Herr von Dorsday, un anziano e ripugnante mercante d'arte in villeggiatura nello stesso Hotel; somma che dovrebbe risollevare le finanze della famiglia, indebitatasi pesantemente. Trovato il coraggio di parlare con Dorsday, la giovane viene messa di fronte ad un ignobile ricatto: egli acconsentirà al prestito solo se potrà ammirare, per almeno 15 minuti e in un luogo appartato, il corpo nudo di Else. La richiesta scatenerà nella mente della fanciulla un tormento interiore talmente insopportabile da portarla ad un gesto estremo, prima del quale si denuderà dinanzi a tutti gli ospiti dell'albergo, in un ultimo gesto di rivalsa contro l'ipocrisia degli adulti.

Rispetto al passato nei singoli uomini non si è verificata la benché minima trasformazione. Non è accaduto altro se non che diverse inibizioni sono state spazzate via e ogni specie di mascalzonate può essere commessa con un rischio relativamente minore, moralmente e materialmente.” Questa amara considerazione venne pronunciata nel 1924, dallo stesso Schnitzler, all’indomani della pubblicazione del romanzo.

Miley con i genitori Billy Ray e Tish Cyrus

Miley con i genitori Billy Ray e Tish Cyrus

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Ma vengo a Miley Cyrus. Quando era poco più che una teen-ager la Cyrus approdò al mondo dello spettacolo nella seguitissima serie tv “Anna Montana” diventando l'idolo delle ragazzine di tutto il mondo. Approfittando dell'enorme successo della serie qualcuno pensò bene di sfruttare l'onda mediatica facendole intraprendere la carriera di cantante. Miley inizio così un rapido cambiamento che la vide trasformarsi drasticamente: cambiamento totale di look, mise sempre più succinte, esibizioni live sempre più eccessive al limite della decenza. Ben presto la cantante prese le sembianze di una sfrontata bad-girl, assurta a simbolo di trasgressione. Chi come me si è chiesto chi ci fosse dietro questa abile quanto spietata azione di marketing è rimasto spiazzato scoprendo che i manager di Miley sono nientemeno che i suoi genitori: la madre Tish ed il padre Billy Ray, amministratori di un patrimonio stimato, alla data in cui scrivo, in oltre 25 milioni di dollari. Davvero incredibile!

Auguro alla giovane pop star ogni bene, se sarà in grado di affrancarsi da queste pesanti figure genitoriali. Soprattutto mi auguro per lei un destino migliore della sua coetanea Else, libera dal pericolo di finire tra le braccia del von Dorsday di turno.

Su Miley leggi anche il divertentissimo articolo apparso su "Darlin".

Approfondimento su Arthur Schnitzler.

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