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Gen

I “NUOVI” RAZZISTI ? PAGLIACCI SENZA GLORIA !

Apartheid in Sud Africa

 

 

 

 

Il 13 Gennaio 2017 Abi, rientrato in Italia da Londra per una breve vacanza con l’intento di stare con la famiglia, decide di andare a ballare con 5 amici.
La discoteca 
KYI di BAGGIOVARA (MO), i cui eventi vengono gestiti dalla AGENZIA MO.MA. ha due ingressi: uno vuoto dove nessuno fa la fila e l’altro invece usato dai clienti.
Il gruppetto si avvicina all’ingresso usato da tutti ma al momento di andare a prendere il ticket il buttafuori si avvicina ad Abi e, mettendogli una mano sul petto, gli dice: “Tu devi usare l’altra entrata”. Ecco il racconto di Abi.
 
 
Cosí si rivolge a me con voce ferma. Io subito mi sono girato verso la mia amica convinto che fosse una di quelle serate dove le donne avevano l’ingresso separato per entrare prima degli uomini.
“Ma dice a lei?” risposi indicando la mia amica dietro di me.
“No, tu devi entrare da quell’entrata lí” mi rispose lui con voce rigida e indicandomi il secondo ingresso completamente deserto.
In quel momento ho iniziato a sentire un misto di emozioni negative che onestamente faccio fatica a descrivere.
“Ma perché?” chiesi con uno sguardo perplesso e incredulo. “Perché? che vuol dire? Io sono con i miei amici”
“Mi dispiace, è la regola.” ribatte di nuovo il buttafuori.
Nei secondi successivi io e i miei amici ci siamo guardati increduli e stupiti di quella che era “la regola”. Insomma eravamo quattro ragazzi e una ragazza… vestiti normali e con grandi sorrisi pronti a passare una serata insieme. Nota degna di rilevanza a questo punto è che io sono un uomo di colore nero; peró davvero, é questo ció che sta succedendo?
Mi stavano davvero dicendo di usare un’altra entrata riservato ai neri?
Dopo i miei e i nostri continui perché, si avvicina il ragazzo che mette i braccialetti all’entrata e gli dice “dai, per questa volta fallo passare”.
Il senso di incredulità era totale, la rabbia saliva e l’umiliazione si faceva strada.
Possibile che nel 2017 “i neri” abbiano un ingresso diverso dai “bianchi”?
Il mio caro amico mi disse all’orecchio “io mi vergogno di essere italiano”.
Inizialmente volevo lasciare stare ma sarei stato ipocrita. Sono laureato in giurisprudenza, sto facendo un master in diritto internazionale a Londra ed ho da sempre la voglia e speranza di migliorare le cose combattendo anche e soprattutto le discriminazioni.
Lasciare perdere sarebbe significato tradire tutto quello per cui ho lavorato fino ad ora, i miei principi e i valori per me sacri. Lasciar perdere significherebbe dare forza e questo tipo di trattamento e di regole.
Io che pago per entrare in un luogo pubblico non posso in un alcun modo essere soggetto ad un atto di puro razzismo cosí ingiustificato e umiliante.
Lotteró in ogni modo legale possibile per far sí che chi abbia pensato una regola del genere e il locale che lo applica non lo possa piú fare. NON PUÓ ESISTERE!
Sono molto deluso, triste, e mi sento ripudiato dal paese che dovrebbe rappresentare casa mia ma che raramente lo è stato e ormai non lo è piú.
Al di lá delle opportunitá lavorative, se me ne sono andato é stato anche per via di questi episodi sempre piú frequenti, e in questo momento non credo di essere mai stato cosí felice di abitare a Londra.
 
 
Questo il racconto del ventisettenne Abi Zar, confermato da molti testimoni e da un documento audio, attualmente oggetto di indagine da parte della Questura di Modena. Abi è arrivato in Italia all'età di 10 anni in Italia dal Ghana, è laureato in giurisprudenza e attualmente vive a Londra per conseguire un master in diritto internazionale. E' colto e di buona famiglia. Ma questi sono solo dettagli.

 

Tu devi fare l'altra fila, quella per gli extracomunitari” è stata la frase rivolta una settimana prima a  Jeffrey Owusu Boateng, 24 anni, originario anche lui del Ghana, laureando. Un giovane come tanti, istruito, che legge Checov e alterna la musica di Ludovico Einaudi a quella di Cure e U2. Dettagli pure questi. Nella stessa discoteca il 6 gennaio veniva invitato a lasciare la fila dei bianchi, e non solo. Si viene a sapere che, in seguito ad una riunione con lo staff, è stato deciso che i neri pagheranno € 25 l'ingresso, contro i 12 dei bianchi.
Durante le mie ricerche ho appreso che anche alla discoteca 
Circus di Brescia i neri vengono allontanati adducendo la scusa di inesistenti 'feste private'. E a Verona la libreria Librolandia appende in vetrina un cartello con la scritta 'vietato l'ingresso ai negri'. Ancor più triste il suicidio di una bimba di 13 anni originaria del Brasile, continuamente insultata per il colore della pelle.

 

Ma che sta succedendo?! Sono sconcertata. Ho una miriade di motivi per essere incazzata: la politica, il terremoto, la mafia,  la guerra.....ma perché mi è toccato leggere anche questo? A forza di ribadire gli stessi concetti rischio di diventare noiosa, ma....qualcuno comprende la gravità di ciò che sta accadendo? Non è il Sud Africa del 1900, è l'Italia del 2017 !

 

Il razzismo di oggi ha preso una nuova forma o cavalca le gesta di quel putrido meschino apartheid di yankeeiana memoria  che fece inorridire generazioni di persone per bene, testimone di fatti talmente aberranti che alcuni di noi, ancora oggi, si sentono in dovere di chiedere scusa? Il 'nuovo' razzismo è velato, avvolto dall’arroganza di chi ha il potere e dalla superbia di chi crede di essere superiore, forte di una storia falsa su cui è stato costruito un castello di sabbia che si regge, ancora oggi, su un mare di bugie. Portabandiera di una nuova forma di intolleranza mascherata da moralità e finto attaccamento al proprio paese. A volte vorrei far finta che non sia così, non vorrei credere all'aridità, all'animosità, all'incomunicabilità, al feroce risentimento di chi non sa nulla di storia né tanto meno di umanità. Eppure questo è, e purtroppo devo prenderne atto. Stiamo facendo dei passi indietro, stiamo percorrendo di nuovo il cammino che sfoggia fiero il proprio albero genealogico mettendo in scena la malsana imitazione di una democrazia che condanna a priori, sciacquandosi la bocca con aggettivi odiosi quali “buonismo” (ma chi accidenti l'ha inventato??).
Abbiamo forse perso il senno, abbiamo dimenticato l'insegnamento della storia, abbiamo davvero intenzione di lasciarci di nuovo distrarre, allargargando le braccia a tollerare tutto questo?
 
Che possiamo fare noi se non parlare, divulgare e condannare cose simili affinchè non progrediscano, sfociando in una deriva ancor più grave?
Per quanto io sia pacifista, mi rendo conto che a volte si debba arrivare alla guerra: una guerra lecita, combattuta senza esitazione verso la stupidità, la menzogna, l'ipocrisia e la cattiveria di questa Italia impietosa e menefreghista.
Penso che esista una sola razza composta da sette miliardi di individui, che per quanto possano essere diversi tra loro appartengono tutti alla stessa specie: quella umana. E' l'unico modo di pensare se vogliamo scusarci con questi ragazzi e dimostrare ai nostri figli chi siamo. Perchè razzisti non si nasce, lo si diventa. Il razzismo NO: senza se e senza ma !

 

 

(di Agatha Orrico)

 

 

Jeffrey Owusu Boateng

Abi Zar

 

la scritta incriminata

 

 

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