10
Mar

TOUISSAINT L'OUVERTURE E LA TRISTE SORTE DI HAITI

toussaint-louverture

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Qualcuno si sarà mai chiesto come mai metà di un’isola stia bene economicamente mentre l’altra viva in estrema povertà, sommersa dal degrado e dall'arretratezza? E come mai le risorse naturali non siano mai state spartite equamente? Beh io un'idea me la sono fatta.

 

Haiti è il paese più povero dell’Occidente, mentre a Santo Domingo si vive tutto sommato bene. Perchè?
Perchè l'ex colonia francese, più di 200 anni fa, commise il più grave peccato mortale che ci sia sulla faccia della terra: ha osato ribellarsi all’uomo bianco. Si, è così!

 

Oltre alle due grandi rivoluzioni che hanno segnato la fine del '700 (quella americana e quella francese) ci fu una terza rivoluzione popolare – ma qualcuno ne parla? - che coinvolse l'isola di Haiti, ai tempi una delle più ricche colonie mondiali con la sua produzione di riso, tabacco e zucchero esportati in Occidente.
L'isola era popolata da mulatti e schiavi affrancati dalla schiavitù che erano in conflitto con i bianchi; bianchi che erano in conflitto con la Francia; e 500mila schiavi neri per i quali la parola 'diritto' non aveva alcun valore. In questo scenario l'Inghilterra e la Spagna non aspettavano altro che l'occasione giusta per impadronirsi a loro volta di questa gallina dalle uova d'oro.

 

Ed è qui che entra in gioco la figura di Toussaint L’Ouverture (François-Dominique Toussaint Louverture) l’eroe nazionale degli haitiani, che guidò la più grande rivolta di schiavi conquistando l’indipendenza dai francesi. A seguito della Rivoluzione francese insorsero – era il 1791 – gli schiavi capitanati dal genio militare dell'ex schiavo trasformando Haiti nella prima colonia indipendente.

 

I genitori di Toussaint discendevano direttamente da una famiglia reale del regno africano del Dahomey ed erano schiavi nella piantagione dove crebbe lo stesso Toussaint, che lavorava con mansioni di stalliere e cocchiere. All'età di 25 anni, dopo aver acquistato la propria libertà, creò egli stesso un sua piccola piantagione con suoi schiavi. La figura di Toussaint risulta a tratti controversa. Pare che utilizzasse modi abbastanza brutali contro i suoi stessi schiavi. Alcuni di questi, nonostante si fossero affrancati dalla schiavitù, venivano costretti dallo stesso a tornare a lavorare presso gli ex proprietari terrieri bianchi, pena la morte.
Purtroppo Toussaint fece anche altri errori che gli costarono la libertà. Egli temeva i francesi e si alleò più volte con loro, giungendo a condannare addirittura a morte il nipote Moise, brillante generale che avrebbe potuto prendere le redini del primo stato nero. Da qui la deportazione in Europa e la fine dei suoi giorni nelle prigioni francesi nel 1803.

 

Tornando ad Haiti, che ne fu dopo la rivolta, la ritrovata indipendenza e la prestigiosa vittoria degli schiavi? Guarda caso fu proprio l’America, appena uscita dalla propria rivoluzione, ad imporre subito un pesante blocco navale intorno all'isola, che durò oltre 60 anni.
Nel frattempo gli haitiani, soffocati dall’embargo e isolati dal mondo, venivano costretti a ripagare ai francesi 100 milioni di franchi in oro per le perdite subite, ritrovandosi in ginocchio sin dal primo giorno della tanto agognata indipendenza.

 

L'ennesima storia di sfruttamento, di razzismo e di ingiustizia. Con i soliti noti, Francia e America, a muovere i fili sullo sfondo.
Come a dire: “Non provateci mai più!”.

 

(maggiori informazioni nel libro “I Giacobini neri” di C. L. R. James)