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DALLE SORELLE WILSON A CRISTINA SCABBIA: TUTTE (O QUASI) LE RAGAZZACCE DELL'HARD-ROCK.

 

Le sorelle Ann e Nancy Wilson

Le sorelle Ann e Nancy Wilson

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Vancouver 1975 – Le giornate trascorrono lente per le sorelle Wilson, tra un disco di Janis Joplin e uno dei Led Zeppelin, unici punti fermi di un'adolescenza scorsa via tra un trasloco e l'altro al seguito del padre militare. Nancy e Ann, diventate nel frattempo polistrumentiste, cominciano a comporre canzoni e decidono di lasciare la famiglia per sfondare nel mondo musicale. Lontane anni luce dallo stereotipo di donna dell'epoca che si strappava i capelli al seguito della band maschile di turno, la mora e la bionda cominciano a suonare nei club, territorio di un maschilismo imperante fortemente fomentato da discografici e proprietari di locali, facendosi strada “tra una palpata e una battuta pesante”. Per sfatare le dicerie su una loro presunta omosessualità - la stampa le definisce lesbiche - coinvolgono nel progetto i fidanzati dando vita al gruppo misto degli Heart. Le Wilson sono decisive nello sdoganamento del ruolo delle cantanti femminili, dimostrano che anche le donne sanno dominare il palco e fungono da apripista del genere AOR, costola del futuro metal. Nel 2012 al Kennedy Center Honors le Wilson hanno cantato l'inno della loro giovinezza "Stairway To Heaven" proprio di fronte al loro cantante feticcio Robert Plant.

L'impatto delle Heart lascia il segno, e nel loro solco tante musiciste tentano la strada dell'hard-rock, rivendicando la propria propensione verso sonorità più agguerrite al pari dei colleghi uomini.

The Runaways

The Runaways

Sul finire dei '70 l'impresario senza scrupoli Kim Fowley convince cinque adolescenti a firmare un contratto discografico, dando vita al gruppo The Runaways. Il gruppo, capitanato da Joan Jett, include Lita Ford, che suona la chitarra dall'età di 11 anni facendo il verso ai grandi del rock; anni dopo racconterà: “Il rock è molto sexy e sensuale, indipendentemente dal tuo sesso, ma quando sei donna sembra che ci sia solo quello!”. Il brano d'esordio Born to be bad porta le Runaways alla consacrazione nel panorama musicale con il soprannome di queens of noice. Ma la giovane età e la totale mancanza di regole - vengono tenute per mesi in tournèe, lontane dalle loro famiglie – unite alla manipolazione e alle continue tensioni create da Fowley, accellerano lo scioglimento della band che nel frattempo aveva intrapreso una pericolosa strada di dipendenze. Negli anni a venire alcune di loro si dedicheranno a carriere soliste: la Jett è la prima donna a fondare una casa discografica, la Blackheart Records, mentre Lita collaborerà con diversi musicisti, tra i quali Sharon Osbourne.

Gli argini della discriminazione sessuale sembrano ormai rotti e i tempi maturi per la comparsa di nuovo humus femminile. A cavallo degli anni '80 si avvicendano sui palchi americani ed europei diversi gruppi femminili, alcuni destinati a restare delle meteore.

Nel mucchio si fanno notare a Londra le Rock Goddes, band formata dalle sorelle Turner (di 9 e 13 anni!) e le Girlschool di Tracey Lamb (compagna di scuola delle Turner) che ripropongono lo stesso stile delle interrotte Runaways.

Le Madame X

Le Madame X

Ma è da Detroit che arrivano le nuove bad girls Maxine e Roxy Petrucci, anche loro sorelle! Le Madam X sono un concentrato di vestiti di pelle che sembrano cuciti addosso, chiome cotonate ed una forte presenza scenica. Di fronte a performance tanto energiche la stampa fa girare la voce che le due siano dei travestiti. Le Petrucci inseriscono nella band due uomini e, più agguerrite che mai, iniziano i concerti spaccando e lanciando al pubblico in delirio i dischi dei cantanti New Wave. Dopo l'esperienza di Madam X le Petrucci si spostano nella all-female band delle Vixen, che miete consensi già da alcuni anni. Durante la loro carriera le Vixen, soprannominate 'le Bon Jovi al femminile' conquistano un largo seguito di fans.

Doro Pesch

Doro Pesch

Nel 1982 anche la Germania sforna la sua icona del rock: Doro Pesch, prorompente cantante dei Warlock, che diventa subito il simbolo delle metal girls grazie al suo stile molto personale e a ballate come la famosa “Fuer immer”. Doro prosegue tuttora la sua carriera da solista alla testa della band che porta il suo nome.

L'egemonia maschile nel rock pare ormai culturalmente e socialmente superata tanto che alcune rockettare, liberati i freni inibitori, si cimentano in esibizioni che confinano la musica ad un ruolo marginale rispetto all'impatto visivo, nel tentativo di emulare la virilità ostentata dai colleghi maschi.

Esempio lampante di trasgressione è la ex spogliarellista Wendy O. Williams, reclutata dalla band punk rock dei Plasmatic per galvanizzare l'attenzione dei media. Scappata di casa a causa di un rapporto turbolento con il padre, Wendy contribuisce a lanciare la carriera del gruppo statunitense, il cui stile verrà definito dalla stampa shock-rock. La front leader movimenta i live con le mise discinte e gli atteggiamenti provocatori, come quello di tagliare a metà le chitarre con una motosega, rendendo spesso necessario l'intervento della polizia per sedare le risse. La Williams, dopo una torbulenta storia con Lemmy dei Motorhead ed alcune esperienze come solista, morirà suicida all'età di 48 anni.

Wendy O. Williams dei Plasmatics

Wendy O. Williams dei Plasmatics

Alla fine degli anni '90, come un fulmine a ciel sereno, arriva anche il rock estremo delle britanniche Rockbitch, che portano sul palco uno spettacolo ad alto tasso erotico. Le performance dello sfrontato gruppo culminano nel golden condom award: il lancio di preservativi, dove chi trova quello dorato potrà usarlo con una delle cantanti. Troppo eccessive, violente ed egocentriche, si sciolgono in seguito al boicottaggio protratto dalle autorità britanniche che fanno cancellare gran parte dei loro concerti per atti osceni.

La prima a rappresentare degnamente le musiciste italiane “arrabbiate” è la milanese Isabella Franzoni, che verso la fine degli anni '80, a soli 15 anni, esordisce nella band femminile delle Silk, Satin and Lace. Dopo un breve passaggio nelle Ice Age, diviene la chirattista delle Original Sin.

Cristina Scabbia dei Lacunacoil

Cristina Scabbia dei Lacunacoil

Si fa largo nell'ambiente dell'hard-rock, liquidando subito le inevitabili critiche, un'altra milanese: Cristina Scabbia, front girl dei Lacuna Coil. La band, attiva dal 1994, inizia ricalcando le sonorità di gruppi come Megadeth e Iron Maiden, e propone un genere raffinato più assimilabile al metal ottenendo, grazie all'innegabile talento di Cristina, incredibili successi all'estero.