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Set

MAYOTTE, L'ISOLA DIMENTICATA DAL MONDO INTERO. DALLO SFRUTTAMENTO DEI BAMBINI ALLA STRAGE DEI MIGRANTI L'ODISSEA DELL'ULTIMA COLONIA FRANCESE.

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Settembre 2015 - C’è un immenso cimitero sotto il mare e non è vicino a Lampedusa. Si trova in acque “europee”, anche se a ottomila chilometri di distanza dall’Italia ed è il tratto di Oceano indiano fra l’arcipelago delle Comore, uno degli Stati più poveri al mondo, e Mayotte, 101esimo dipartimento francese dal 2011. Intrappolati nelle barchette affondate dei trafficanti di uomini, conosciute come kwasa-kwasa, sono stati stimati 50 mila cadaveri. Una strage silenziosa che dura dal 1995 per la quale non mi pare si siano spuntate troppe matite negli ultimi 20 anni.

 

L’arcipelago delle Comore si trova fra la costa orientale dell’Africa e il Madagascar. Quasi ottocentomila abitanti stipati su poco più di duemila chilometri quadrati, con un reddito di 300 dollari all’anno e il 169esimo posto, su 195, nella classifica dello sviluppo umano dell’Onu.

 

Fin dal '600 queste piccole isole erano importante punto di scambio navale e commerciale per le flotte europee olandesi, inglesi e francesi. Dopo un lungo periodo di instabilità politica nel 1843 le isole passarono in mano ai francesi, che le trasformarono in colonie agricole nella lavorazione della canna da zucchero.

Ma e' proprio nelle due differenti fasi della colonizzazione che è stato segnato il destino delle isole: in un referendum del 1974, mentre gli abitanti rivendicavano l’indipendenza dai coloni, Mayotte restava legata alla Francia.

 

Intanto nel nuovo staterello iniziano vent’anni di disordini, crisi economica e golpe militari appoggiati dalla Francia, guidati dal controverso mercenario Bob Denard. E mentre Mayotte si integrava lentamente con la lontana madrepatria, i comoriani residenti nelle altre isole, identici per cultura, lingua, religione, dovevano chiedere il visto per recarsi sull'isola. Sono ben 20 anni che l’immigrazione domina i 70 chilometri che separano tra loro le varie isole.

 

Mayotte si è trasformata nell’isola della morte, ottenendo il triste primato di uno dei più grandi cimitero al mondo. E come sempre la storia si ripete: il silenzio assoluto della comunità internazionale e ovviamente della Francia.

Nel 2015 le autorità francesi hanno espulso da Mayotte 20 mila immigrati comoriani e la lotta all’immigrazione clandestina è diventata una priorità per il governo francese.

Tutto ciò sarebbe frutto di una decolonizzazione guidata malissimo, con i referendum “organizzati, controllati e supervisionati” da Parigi. Anche le condizioni degli immigrati clandestini detenuti sull’isola francese sono pessime.
Ancora più impressionante è il fatto che in questo pezzo di Francia si aggirino, affamati, laceri e spaventati almeno 3 mila bambini abbandonati.
L'isola è povera, priva di strutture moderne e di centri di accoglienza e così, salvo le organizzazioni umanitarie che hanno però pochi mezzi, nessuno si occupa dei piccoli.
Isabelle Debré, autrice del rapporto 'I minori stranieri soli', ha definito Mayotte il più grande orfanotrofio d'Europa. Non stupisce che questi ragazzini, oltre che abusati o sfruttati, diventino essi stessi aggressivi e violenti.
Parigi e Bruxelles, con le loro leggi lontane, aprono e chiudono ancora una volta le porte della vita anche in quest'angolo di oceano Indiano.

 

(di Agatha Orrico)