Oggi voglio raccontarvi la storia di Nyota che fa rima con speranza, sacrificio e dignità.

Nyota è nata a Bukavu in Congo, in un villaggio fatto di strade di fango e buche talmente grandi che sembrano laghi, e tutto intorno meravigliose vallate di un verde talmente intenso da far brillare gli occhi.

Ogni settimana, da un anno a questa parte, Nyota ha camminato per dodici chilometri per raggiungere il villaggio dove si tiene la riunione delle donne, si chiama così.

Sono delle riunioni per mettere insieme i loro risparmi e non toccarli per un anno.

Bisogna camminare a passo spedito perché chi arriva in ritardo alla riunione deve pagare un’ammenda di 100 franchi congolesi, l’equivalente di 10 centesimi, Però capita di rado.

Oggi è trascorso un anno dalla prima volta. Sono stati mesi di sacrificio ma oggi è il gran giorno, finalmente si ritira un bel gruzzolo.

Nyota e le altre donne si riuniscono nella casa di fango dal tetto in lamiera. Le finestre vanno chiuse per bene per evitare occhi indiscreti. Si sorride per l’emozione. Alcune sembrano avere un’età indefinita, le rughe per il duro lavoro nei campi solca i loro visi, altre hanno gli occhi stanchi.

Ma tutte sono fiere di loro stesse e soddisfatte perché finalmente potranno contribuire all’economia delle loro famiglie.

Per una donna che non ha mai avuto quasi niente non deve essere facile mettere da parte qualcosa ogni settimana. Ma quei 10, 20 centesimi al giorno, quando si può, possono fare la differenza, tenendoli in casa forse quei soldi sarebbero stati spesi per rispondere ai piccoli bisogni quotidiani di una famiglia, per comprare una canna da zucchero o della frutta. Qui, settimana dopo settimana, Nyota e le altre hanno visto i loro piccoli risparmi crescere.

Oggi il traguardo tanto atteso.

Nyota mi racconta del boato di applausi scoppiato quando sono stati distribuiti i soldi. Poi tutte si sono messe a contarli. Non tutte sanno contare ma si sono aiutate a vicenda, perché oggi si è tutte solidali, le une con le altre, ed è quello il bello. Quando ci si è rese conto che tutto andava bene, è esplosa la danza, nonostante la segretezza che dovrebbe circondare la loro attività. La gioia è troppa per non farlo sapere al resto del villaggio.

Nyota come le altre tornerà a casa e consegnerà tutti i risparmi di un lungo anno al marito. Qualcuna discuterà coi mariti su come investirli, mentre altre acconsentiranno ai desideri del capo famiglia per comprare una capra o degli attrezzi da lavoro. Ma non è importante. Ogni donna ha contribuito al successo della propria famiglia e magari sognerà di potersi permettere qualche piccolo lusso. E questo è tutto. Perchè la speranza spesso la costruiscono le donne.

(di Agatha Orrico)

Articolo originale pubblicato su “Storie d’Africa” magazine di Lavoro e Salute gennaio 2019

This Post Has Been Viewed 63 Times


Agatha

Giornalista free-lance Web Journalism Editor e Correttore bozze Collaborazione con rivista letteraria Storie - Roma Recensione dischi e Live per Magazine Shiver Un Fachiro al Cinema Magazine critica cinematografica Articoli viaggio per casa editrice Viaggi Milano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.