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SIDY DIOP E IL DIFETTO DI ESSERE NERI IN ITALIA

 

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Roma Marzo 2018 - Seguo Sidy Diop da un po' essendo - oltre che un amico - un bravissimo attore di cinema e teatro. E' stato nel cast di Gomorra, al cinema ha lavorato per Pieraccioni e Vanzina e recitato al fianco, tra gli altri, di Gigi Proietti e Nancy Brilli, insomma un bel curriculum.

Purtroppo se oggi parlo di lui non è per la recensione di un suo film, ma per un episodio di aggressione a sfondo razziale.

Sidy Diop è un senegalese dal sorriso disarmante che vive da tanti anni in Italia e, nonostante la stazza imponente e la sua statura che raggiunge quasi i due metri, ha quell'indole tranquilla e serafica che contraddistingue la maggior parte dei senegalesi.

Sidy si reca da un amico per aiutarlo a caricare dei pacchi per un trasloco. Arrivato a destinazione parcheggia per pochi minuti la sua auto in un posto normale ma occupando con le due ruote anteriori le strisce gialle di una sosta per disabili; il posto per disabili è comunque accessibile.

Caricata in fretta e furia la macchina, mentre i due amici si apprestano ad allontanarsi, sopraggiunge il proprietario del posto per disabili, un signore anziano, che comincia ad aggredire i due verbalmente. Nasce un diverbio, che finisce con insulti (da parte dell'anziano) ed 'un pò di frustrazione' a carico dei due senegalesi, per usare le loro stesse parole. Tutto parrebbe superato se non fosse che tre 'bravi' cittadini italiani, che hanno osservato la scena dal bar di fronte, si sentano in diritto di intervenire andando a bloccare la strada a Sidy e all'amico con un "Allora, che vogliamo fare?". E subito parte il solito campionario di insulti 'da brava gente': “ne*ri di merda” ... “dovete tornarvene a casa vostra”....e via discorrendo.  Sidy e l'amico rispondono a tono ma capiscono subito che l'intenzione dei solerti cittadini non si limita agli insulti, ma si vuole provocare la rissa - e come ho spiegato dalla descrizione precedente, il nostro Sidy volendo potrebbe darle a tutti di santa ragione. I tre tirano allora fuori il loro campionario da giustizieri della patria (evidentemente se lo portano appresso) composto da spray al peperoncino, forbici, un taglierino ed un tronchese da elettricista. Con quest'ultimo pugnalano nella schiena l’amico di Sidy. A quel punto alcuni passanti intervengono chiamando la polizia, non senza aver suggerito agli aggrediti di scappare 'se no vi ammazzano'. Cosa che i due non fanno, perchè a scappare sono i delinquenti, due dei quali verranno fermati dalle forze dell'ordine. La vicenda finisce senza il morto. Stavolta.

Ora. Non so se chi mi legge abbia mai guidato per Roma e conosca  la situazione dei parcheggi della nostra capitale. Non dico che sia lecito parcheggiare nei posti dei disabili, assolutamente no, lo sappiamo che è da incivili. Ma diciamoci la verità, davvero a nessuno di noi è mai capitato di parcheggiare un pò fuori dalle righe, come nel caso in questione? E se l'abbiamo fatto, siamo sicuri che al posto di una sonora multa ci saremmo meritati di essere accoltellati alla schiena? Siamo certi che questi tre difensori di parcheggi avrebbero riservato la stessa punizione ad un signore italiano? Io credo di no.

Questo episodio rafforza ancor più la mia idea che il razzismo di oggi non è più velato e sta prendendo forma cavalcando le gesta  che fecero inorridire generazioni di persone per bene. Il 'nuovo' razzismo è avvolto dall’arroganza e dalla superbia di credersi superiori, forti di una storia falsa su cui è stato costruito un castello di sabbia che si regge, ancora oggi, su un mare di bugie. Portabandiera di una nuova forma di intolleranza mascherata da moralità e finto attaccamento al proprio paese. A volte vorrei far finta che non sia così, non vorrei credere all'aridità, all'animosità, all'incomunicabilità, al feroce risentimento di chi non sa nulla di storia né tanto meno di umanità. Eppure questo è, e purtroppo devo prenderne atto.

 

(di Agatha Orrico)

 

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