McCartney e il famoso basso Hofner

McCartney e il famoso basso Hofner

 

*

Liverpool 1961-‘Welcome to St Peter’s Church. We are a lively Anglican Church located in Woolton Village’ così recita la scritta all’ingresso dell’oratorio dove tre adolescenti hanno da poco fondato una band e si divertono un sacco a intrecciare il suono vibrante delle loro chitarre. Il ruolo di bassista è di Stuart Sutcliff, detto ‘Stu’, reclutato dietro insistenza dal compagno di accademia John. L’amico, con il ricavato dalla vendita di un quadro, gli ha comprato un basso Hofner 333, ma Stu alla musica preferisce la pittura e lascia gli amici, ignorando che i Beatles stanno per diventare la band più famosa del mondo.

“Nessuno di noi voleva suonare il basso” dichiarò Paul McCartney “nella nostra mente il bassista era il tipo grasso che se ne sta nelle retrovie..noi tutti volevamo stare davanti e rimorchiare pollastre”. Ma Paul dovrà presto rassegnarsi perchè gli altri non ne vogliono sapere; si allena controvoglia impugnando la vecchia Hofner alla rovescia, da buon mancino, e dato che “ai tempi un set di corde costava una cifra” ricicla quelle rubate dal pianoforte dei club.

Finchè acquista ad Amburgo per 20 sterline una Hofner 500/1 dal suono innovativo, che conferirà allo strumento un nuovo ruolo nella musica rock, confermando il cantautore come l’inventore del basso moderno.

“Se volete capire l’enorme impatto che Paul ha avuto sulla storia della musica, questo è il vostro libro”, conferma Luca Perasi, che relega l’aneddoto in fondo al suo libro ‘L’Universo McCartney’, facendolo precedere, quasi ce ne fosse bisogno, da ben 140 pagine di attestati di stima di colleghi illustri: Sting, Dylan, Costello, Gilmour, impossibile citarli tutti, accennando anche al controverso rapporto con l’amico-rivale John Lennon. La scrittura di Perasi, che è fan prima che scrittore, (tanto da aver già mandato in libreria nel 2012 ‘Paul McCartney Recording Sessions’ , un volume sulle side-projects di 50 anni di canzoni dell’ex Beatle) è fluida e pulita , priva di orpelli.

Per il lettore il book è un’immersione in decenni di cultura musicale, che attraversa il mondo variegato del rock’n roll di Presley, passando per il Rhythm and Blues, la musica classica fino al vaudeville (genere teatrale nato a fine 700 in Francia) in un caleidoscopio di contaminazioni. L’invenzione di Macca (che per sua stessa ammissione non era in grado di leggere la musica) del ‘walking-bass’, la linea di basso che procede senza sosta lungo tutto il pezzo, indicherà la strada a molti musicisti jazz. Durante i work-in-progress di ‘Think for Yourself’ , l’ex Beatle si inventa una doppia parte di basso (Hofner+Rickenbacker), ottenuta filtrando gli strumenti con un distorsore collegato all’amplificatore.

Il 1964 si apre per l’artista con nuove sperimentazioni grazie al basso 4001s, omaggiatogli dalla casa produttrice tedesca Rickenbacker , con un suono più ampio di figure armoniche; l’originale colore rosso lascerà il posto a colori psichedelici, per poi tornare al color legno naturale verso la fine degli anni ’70.

Se i Beatles sono entrati a far parte del nostro patrimonio genetico il merito è anche del polistrumentista inglese, che ha composto veri capolavori; come ‘Helter Skelter’, indicato come il primo pezzo heavy-rock della storia. L’inizio della carriera solista, nel 1970, coincide con una ritrovata libertà espressiva che invade il cantautore, lontano ormai da quella macchina perfetta che erano i Fabs.

Negli anni dell’eterno paragone, alimentato da fans e mass-media, che esaltavano Lennon come simbolo pacifista e musicista illuminato, relegando Macca a ruolo di eterno secondo (mentre Ringo e George scivolano un po’ nelle retrovie), il pragmatico Paul si concentrava sul ruolo di songwriter, a consolidamento di una carriera di tutto rispetto. Riguardo al suo rapporto con Lennon, i due avranno modo negli anni di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: Paul nasconde tra le righe dell’album RAM un messaggio per l’ex socio, frutto di antichi risentimenti. L’impulsivo John risponde all’attacco definendo l’album del collega ‘terribile’ e dedicandogli la canzone “How do you sleep”. Ma per due pionieri come loro la stima reciproca finì poi per avere il sopravvento. Dopo la tragica morte, Paul ha trovato nella musica, suonata con la vivacità di un eterno ragazzo, il modo migliore per ricordare l’amico John come ‘il miglior partner di tutti i tempi’.

Guarda il video ‘Think for yourself’

 

Sito ufficiale Beatlesiani Associati

 

Citazioni:

 

‘I Beatles ci hanno lasciato dopo soli 8 anni ad Abbey Road, quel diavolo di Paul ad Abbey ne ha trascorsi 50 ed è ancora lì…’. Vincenzo Oliva.

 

‘Provo un timore riverenziale nei suoi confronti, Paul è in grado di fare tutto!’ Bob Dylan

 

‘Paul ha mille talenti, come compositore,come bassista,come chirarrista, come pianista, è un genio unico’ Eric Stewart

 

‘Oh Dio è lui! E’ la metà del sodalizio che ha dato inizio a tutto…’ Elvis Costello

 

‘E’ uno dei più grandi compositori di tutti i tempi’ Neil Young

 

‘Sono un suo grande fan, creare insieme a lui fu fantastico’ Peter Gabriel

 

‘George Michael è il più grande compositore di melodie che io conosca…dopo Paul McCartney’ Elton John

 

‘Non fu facile incontrarlo…per me era come incontrare Dio’ Carl Davis

 

‘Paul è uno dei bassisti più innovativi di sempre, metà delle cose che si sente oggi in giro è presa da lui’ John Lennon

 

‘Ovvio che sento la sua dannata mancanza! Immaginate la scena: sono seduto in questa stanza a scrivere con John, io e lui. Eravamo giovani diavoli e facevamo grandi cose. Io ho avuto il miglior partner di tutti i tempi, mi piacerebbe che adesso quando scrivo lui fosse qui a dirmi:”Non fare quella maledetta cosa!” o ancor meglio :”Grandioso!”. McCartney ad un giornalista che gli chiede se gli manca Lennon.

 

Leggi la recensione pubblicata su ‘Recenseide’:

http://www.storie.it/recenseide/12014/16/

This Post Has Been Viewed 5,083 Times


Agatha

Agatha Orrico è una freelancer formatasi professionalmente presso la storica rivista Storie Leconte di Roma. Ha collaborato negli anni con diverse testate giornalistiche tra le quali Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto, The Post International. Pubblica articoli di ricostruzione storica e reportage per la rivista cartacea L&S di Torino. E' traduttrice, editing e correttrice bozze. E' portavoce del Collettivo Donne contro le Violenze.

10 commenti

Dario · 18 Ottobre 2016 alle 08:25

McCartney non ha inventato il Walking bass, è un accompagnamento jazz secondo intervalli di scale.
La Rickenbacker a dispetto del cognome è americana, anche se il fondatore è di origine svizzero-tedesca.

Agatha · 20 Ottobre 2016 alle 14:54

grazie Dario delle tue precisazioni, che estenderò all’autore del libro.

Intanto · 31 Luglio 2017 alle 10:17

Negli anni 50, Fender era sinonimo di Basso elettrico. Si trovano ancora locandine di certi gruppi musicali dove c’era scritto: ” Il tal Dei Tali al basso Fender”, con riferimento al capostipite Fender Precision, che resta il più famoso del mondo, seguito dal Fender Jazz Bass. Una foto in studio risalente al 68-69 mostra Mac Cartney imbracciare un Precision. L’Hofner ha un suo suono che può piacere ma, essendo a scala corta, è molliccio. Inoltre è molto leggero (avendo il corpo cavo) ma dal peso sbilanciato verso il manico. Insomma: non è mai stato un gran che, fatto salvo il gusto personale.

intanto · 31 Luglio 2017 alle 10:28

Negli anni 50, Fender era sinonimo di basso elettrico. In alcune locandine delle band dell’epoca, si poteva leggere: ” Il Tal Dei Tali al Fender Bass”, con evidente riferimento al modello Precision, il primo e tutt’ora il più famoso basso al mondo, seguito dal Fender Jazz Bass. Una foto in studio del 68-69 mostra Mac Cartney imbracciare un Jazz Bass. L’Hofner ha un suo timbro particolare ma, essendo a scala corta (circa 30 pollici anziché 34), è anche molliccio, meno definito e con minore estensione in frequenza. Inoltre, essendo cavo, è molto leggero ma dal peso sbilanciato verso il manico. Fatto salvo il gusto personale, nel complesso è uno strumento ben costruito ma dalle prestazioni scadenti.

minecraft · 15 Settembre 2018 alle 23:04

Hi, always i used to check web site posts here early in the
morning, as i love to find out more and more.

minecraft · 27 Settembre 2018 alle 14:44

Hi, yes this post is actually nice and I have learned
lot of things from it regarding blogging. thanks.

Agatha · 7 Dicembre 2018 alle 20:22

Thanks a lot Minecraft!

Normand · 22 Ottobre 2020 alle 09:16

Can you tell us more about this? I’d care to find out some additional information.

Glenn · 15 Novembre 2020 alle 17:05

This is a good tip particularly to those fresh to the blogosphere.
Short but very precise info… Appreciate your sharing
this one. A must read post!

poker club 88 · 27 Gennaio 2021 alle 12:46

This is very educative material together with written well for a change. They have nice to see of which some people still fully grasp how to write a excellent article.!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.