5
Set

The Antlers - Familiars - auto prodotto (2014)

 

The Antlers: Peter Silberman, Darby Cicci e Michael Lerner

The Antlers: Peter Silberman, Darby Cicci e Michael Lerner

 

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Direttamente dagli studi di registrazione di Brooklyn arriva il 17 giugno Familiars, quinta fatica discografica dei newyorkesi The Antlers. La band è attiva dal 2006, capitanata dal polistrumentista Peter Silberman che, dopo una parentesi solista, si è unito al duo di musicisti Darby Cicci (tastiera e tromba) e Michael Lerner (batteria e percussioni).

Ricordo che nel 2009, ai tempi dell'uscita di “Hospice” (seguito da “Burst Apart”), accolto come un progetto innovativo e osannato dalla critica discografica, feci fatica a condividere tutto questo entusiasmo, tanto da non sentire l'esigenza di riscoltarli. Ero quindi alquanto incuriosita riguardo a questo nuovo album.

Recensire un disco non è sempre impresa facile e capisco anche che per un cantante o una band sottoporsi al giudizio degli addetti ai lavori debba essere un po' come passare un controllo doganale: chi ti perquisisce alla fine trova sempre qualcosa che non va.

In effetti qui non c'è niente che non vada, ma neanche niente che faccia saltare dalla sedia per l'entusiasmo. Non siamo, a mio avviso, di fronte a nulla di eclatante o di originale: sonorità già sentite (ad esempio in certi brani soporiferi dei sopravvalutati Coldplay), canzoni eccessivamente lunghe (che superano i cinque minuti) dal retrogusto violaceo e malinconico condite da testi nubilosi. Il trio imbastisce un meccanismo di musica di sottofondo quasi ambient, scandito dalla voce innegabilmente sofisticata del leader Peter Silberman, spesso anticipata da un intro di tromba in pieno stile Darby.

Il carattere dell'album, così preciso e metodico, non lascia alcun spazio ad improvvisazioni: le tracce scorrono lente, tutto appare concentrico, come un compitino svolto a casa da un bravo studente un po' secchione.

La copertina del disco

La copertina del disco

Se si escludono le due canzoni portanti dell'album, l'apprezzabile opener track intitolata “Palace” e una elogiabile “Hotel” sussurrate più che cantate, almeno in apertura, dall'eterea voce del front-leader, le restanti tracce risultano ripetitive e, duole dirlo, mancano di luce propria. Ne sono la dimostrazione brani come “Doppelganger” e “Revisited”, che toccano punte di noia con la loro totale assenza di ritmo e l'eccessiva uniformità del suono; probabilmente il risultato di un isolamento forzato del quale Silberman non ha mai fatto mistero, dove il grigiore dei suoni si ripropone nei testi, nella copertina del disco e nei videoclip.

Un disco senz'altro da consigliare a quei cultori del genere bore-pop che amano crogiolarsi nei propri dispiaceri: per buona pace di Silberman e compari i fans appassionati non mancheranno. I'm sorry guys...

(Agatha Orrico)

pubblicato su Shiver il 26/06/14

Official web-site The Antlers:

http://antlersmusic.com/

Ascolta "Palace"

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