29
Gen

THE CLASH: COME E' NATO “LONDON CALLING”

 Pubblicato su "Storie" rivista letteraria il 22 Gennaio 2014.

6d3a3fddc1b25ba19e8ddd4b2cd046de

*

Il 1979 fu una data importante per la band britannica dei Clash e per la musica punk. A dicembre uscì nei negozi del Regno Unito il doppio album London Calling. Il disco (venduto, per volere del gruppo, al prezzo di un singolo) fu spiazzante e rappresentò l'evoluzione del punk, del quale mantenne l'essenza ribelle, verso sonorità ska e reggae. I testi impegnati furono un inno a contrastare il perbenismo della società e la violenza dilagante attraverso una ritrovata fede nel rock&roll. L'innovativo album, che evocava nel titolo la famosa frase passata in radio durante la 2°guerra mondiale, venne interpretato dai puristi del punk come un vero e proprio tradimento (i fans fermavano Strummer per strada urlando il disco fa schifo: piace anche a mia nonna!”). Nonostante ciò l'LP si posizionò all'ottavo posto nella classifica Rolling Stone dei dischi più belli vendendo oltre due milioni di copie in tutto il mondo.

Ecco come nacque e si evolse il progetto, definito a posteriori lo spartiacque che traghettò la musica verso gli anni '80.

Londra 1979 - Al n. 36 di Causton Street, tra l'ex penitenziario Millbank e la Tate Gallery, un iraniano mette un annuncio per affittare il secondo piano della sua officina. Il giorno seguente si presentano quattro “ragazzetti secchi e pallidi, i tipici british punk”, alla ricerca di una sala prove dove realizzare il loro nuovo album; sono Joe 'Strummer' (letteralmente lo strimpellatore”), Mick Jones, Paul Simonon e “Topper” Headon dei Clash, di rientro dal tour americano.

L'aggettivo che meglio di ogni altro fotografa Londra alla fine degli anni 70 è confusione. Il governo della Lady di ferro Thatcher ha incrementato la disoccupazione giovanile, la droga ha invaso la città; violenza e insoddisfazione alimentano gli scontri generazionali. I giovani più irrequieti avevano cercato consolazione nel punk arrabbiato e irriverente dei Sex Pistols, bruciati dopo soli 3 anni di carriera per la prematura morte del leader Sid Vicious. Ma una cosa è suonare il punk, un'altra è esserlo: i Clash, considerati gli unici eredi del punk, sono pervasi da una strana malinconia, alimentata dalla fine del sodalizio con il manager “Bernie” Rhodes (reclutato a suo tempo nel negozio di abbigliamento dei coniugi Westwood-McLaren dove lavorava come assistente) e dalle recensioni al vetriolo della stampa inglese (“I Clash sono il genere di garage-band che dovrebbe essere rispedita immediatamente in garage”).

La band si incontra per quattro mesi tutti i giorni dall'una alle dieci di sera nel garage ribattezzato, per il colore delle pareti, Vanilla Studios. Per concentrarsi meglio adotta una dieta vegetariana, litri di te e soprattutto niente droga. Dato che Mick arriva spesso in ritardo gli altri vanno dietro coi loro strumenti alla musica della radio. Jones e Strummer sono pervasi da una fervida ondata creativa, liberi da preoccupazioni e pressioni. Terminate le prove la scelta del nuovo produttore cade su Guy Stevens; si recano nel suo appartamento, sopra alla fermata della metropolitana Swiss Cottage, ma la scena che li accoglie non è delle più confortanti: bottiglie di super alcolici vuote, piatti sporchi e Steven in evidente stato confusionale che lancia dischi in aria; ed è proprio uno di questi che finisce per colpire il malcapitato Strummer. E' questa la prima “riunione” col nuovo produttore!

La copertina di London Calling

La copertina di London Calling

L'aiutante Johnny deve consegnare la cassetta con la registrazione demo del materiale a Stevens, ma durante il tragitto fa una tappa in un pub dove si ubriaca dimenticando in metropolitana il prezioso pacchetto: per fortuna la cassetta era riprodotta! (Una copia simile verrà ritrovata 25 anni dopo da Jones durante un trasloco: conteneva 2 inediti).

Alle registrazioni del disco nei Wessex Studios della CBS Stevens si presenta malconcio e carico di bottiglie, accatasta sedie, improvvisa strani balletti; è un personaggio sopra le righe, ma riesce ad alleggerire la tensione, creando un clima di divertimento con le sue gag improvvisate; in questa atmosfera goliardica i Clash riescono a finire l'album in una ritrovata armonia, lontani dagli alterchi che avevano contraddistinto i precedenti lavori con Rhodes. Per la copertina viene scelta una foto in bianco e nero di Pennie Smith, scattata durante il concerto al Palladium di NY, che mostra Simonon nell'atto di frantumare il suo basso.

**

Guarda il video "London Calling"

 

 

CLASH OFFICIAL WEBSITE