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Nov

ALLE ORIGINI DI TUTTO.

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Alle origini di tutto, parecchie centinaia di milioni di anni fa compariva l'uomo sulla terra. Un animale si è alzato in piedi cominciando a camminare eretto e così è nato l'uomo. In balia di una natura che era sia amica che nemica, ha cominciato presto a ragionare e porsi delle domande: "chi sono?", "da dove vengo?", "dove vado?". Le stesse domande che ci poniamo noi oggi, e alle quali forse non avremo mai una risposta definitiva, ma che mettono in evidenza il nostro desiderio di trovare un'identità.

Noi tutti veniamo dall'Africa, è lì che è nato l'homo erectus. Ha cominciato a cacciare e poi a coltivare. Da lì poi, nel corso dei secoli, alcuni uomini si sono spostati, arrivando anche lontanissimo. Hanno dovuto farlo per rispondere agli eventi della vita e modificando la lingua, i tratti somatici, le abitudini, in altre parole hanno dovuto adattarsi all'ambiente circostante.

L'uomo è l'unico animale che è riuscito a non estinguersi, a differenza di molte specie animali che non sono state invece capaci di adattarsi.

Ogni persona dunque per sopravvivere parte da un ambiente ed una cultura per spostarsi verso un'altra, e deve per forza adattarvisi se non vuole sentirsi tagliato fuori. Si sono così formati i vari gruppi di esseri umani, condizionati ognuno dalla propria cultura e dall'ambiente circostante, ed ogni gruppo ha creato le proprie leggi e la propria società, creandone inevitabilmente tante diverse.

Nel corso degli anni ogni gruppo si è convinto che la propria società fosse la migliore e forse anche l'unica possibile. In questa ottica, colui che proviene da un'altra società viene visto, superato il primo momento di curiosità, come una persona “diversa” e quindi probabilmente ostile. Di questo passo ognuno si crede unico portatore di civiltà.

In questa cornice, a destabilizzare il tutto, sono giunte le religioni, prima fra tutte il cristianesimo, che recita: "andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura". Questa dottrina è stata totalizzante, in quanto non era mai accaduto che un'esperienza nata in un luogo preciso del pianeta si dovesse proporre, non solo agli abitanti di quella parte di mondo, ma a tutti. E' cominciato il lungo cammino missionario della comunità cristiana partito da Gerusalemme, un cammino che alle origini di tutto era povero, privo di mezzi. Ma la comunità missionaria ha dovuto fare i conti con la diversità. Gesù di Nazareth era ebreo, circonciso, fedele alla legge giudaica. Il cristianesimo avrebbe dovuto essere una costola del giudaismo oppure qualcosa di completamente nuovo? In concreto, chi avrebbe aderito a questa nuova esperienza di fede, avrebbe dovuto essere circonciso o no? La disputa non fu di poco conto e portò allo scontro tra la comunità di Gerusalemme e quella di Antiochia guidata da Paolo e Barnaba. Spinse ad una sorta di rissa Pietro e Paolo e fu risolta soltanto con il Concilio di Gerusalemme. Nel corso degli anni spesso il cristianesimo ha abbracciato l'imperialismo ed il colonialismo che sono sfociati in veri e propri genocidi. In passato chi non aderiva al cristianesimo era un infedele, i missionari venivano spediti a portare nel mondo la fede e la cosiddetta “civiltà”, che veniva inevitabilmente associata all'occidente. Da qui alle conquiste e alle colonizzazioni il passo è stato breve, si pensi all'America latina e all'Africa.

Ma quella occidentale va considerata solo come una delle tante culture storiche che si sono evolute sulla terra, ma ve ne sono altre e non per questo devono essere considerate meno importanti, anzi, lo sono state anche di più. Sovvertire un popolo solo perché si possiedono più armi e più cavalli non significa certo essere più civile! E' questo che ha consentito all'occidente di vincere gran parte delle guerre messe in atto nell'antichità. Gli europei hanno cominciato a viaggiare quando erano sopraggiunte importanti crisi alimentari, fu ad esempio attraverso la patata importata dall'America Latina che l'Europa uscì dalla crisi. La forza non può andare di pari passo con la civiltà e questo pensiero non può giustificare la distruzione di intere civiltà,  l'imposizione di una lingua.

Gli Europei arrivarono in un mondo antico dove esistevano società evolute, con istituzioni politiche ed economiche: dai grandi imperi Incas, Atzechi e Maya, alla Mesopotamia, fino alle forme sofisticatissime di governo nei grandi imperi dell'Africa, con una tradizione letteraria e culturale precedente a quella europea. In Mali la merce più richiesta nei mercati erano i libri. E i Sumeri, e la civiltà millenaria degli antichi Egizi? Non sono forse andati lì i Greci ad imparare ed attingere il sapere? All'origine di tutto vanno posti gli antichi egizi, SENZA I QUALI NON VI SAREBBE STATA ALCUNA CULTURA OCCIDENTALE, perché essi hanno buttato le basi di ogni nuova scoperta. Dunque è fuori dubbio che la cultura occidentale deriva da quella africana.

Bisogna affermare che la conquista e la colonizzazione siano state, per paesi come l'America Latina e l'Africa, un vero e proprio "etnocidio": una distruzione che è andata oltre alla morte di centinaia di migliaia di persone, ma che ha annientato abitudini, cultura e stili di vita. Un atto che ha fatto si che, nel caso dell'Africa, siano gli stessi africani a vedere il loro glorioso passato avvolto nel buio.

Gli antichi Egizi

 

I Sumeri

 

 

L'antico Regno del Mali

 

Gli Aztechi

 

I Maya

 

Gli Inca

 

 

http://www.treccani.it/enciclopedia/egizi_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/