Stanotte non riuscivo a dormire e ho scritto questo…

*****Fiera di essere italiana*****

Sono tanti, troppi anni che noi italiani, a differenza di tutti gli altri, insultiamo noi stessi.
Ci siamo criticati e giudicati talmente a lungo – cosa che non ho mai riscontrato in nessun altro nel mondo- che perfino gli altri hanno smesso di aver fiducia in noi, perché se un Popolo non ha rispetto di sé difficilmente ne può pretendere.

Oggi abbiamo, come unico alleato, il governo (e la popolazione) cinese, mentre coloro che per primi avrebbero dovuto darci sostegno e coraggio si sono rivelati in tutta la loro vigliaccheria. Il Presidente americano di turno – uno vale l’altro – tutto intento a staccare assegni quando si tratta di giocare alla guerra, non si è smentito, ma non c’era da aspettarsi niente di diverso. Quello francese ha nominato l’Italia solo in 2 occasioni: per l’incidente della pizza e per esortare le aziende nazionali ad accaparrarsi tutte le mascherine badando bene a non spedirle a noi, nel caso potessero servire un domani a loro. L’inglese e la tedesca se ne strafregano di tutto ciò che non avviene dentro alle loro blindate fortezze.
Tutti gli altri non sono pervenuti, latitano, salvo quando devono fare qualche battuta deficiente.
E intanto i nostri connazionali all’estero, nonostante tutti i nostri casini, hanno un unico desiderio: tornare in Patria, per avere almeno qui la garanzia di essere curati (e di questo scriverò a parte).
Arriverà il tempo del contrappasso cari signori e noi lo sappiamo bene.

Se questo virus, che prima o poi passerà, dovrà servirci da insegnamento, che sia anche quello di riscoprire un po’ del nostro orgoglio nazionale. Un orgoglio sano però, totalmente in antitesi con i messaggi di chiusura sparati a gran voce, che dia spazio alle capacità che ognuno ha senza attaccarsi sempre e solo al giudizio negativo e alla critica facile quanto inutile. I tempi sono duri e ognuno sta facendo la propria parte, anche con la creatività, come ad esempio l’aver convertito la produzione delle aziende di reggiseni in mascherine, perchè noi italiani siamo anche questo.

Deve finire il tempo degli slogan, degli screen shot per enfatizzare il gesto codardo del singolo attribuito a milioni di persone. Deve finire quel linguaggio ostile amplificato dai media di partito e che ha dato linfa a chi ha creato tensioni e disunito la nostra gente.

La nostra sanità sempre criticata, oggi, tra mille difficoltà e con sforzi sovrumani si sta dimostrando forte e competente, a differenza di quella di tanti altri paesi che, sottovalutando il problema aumenteranno i rischi di tutti quanti. I lavoratori del nostro sistema sanitario e i ricercatori, sottoposti a ritmi disumani, vengono finalmente valutati professionisti capaci e volenterosi, a discapito di tutte le balle che circolavano fino all’altro ieri, e ci sarà da impegnarsi tutti quanti per dare loro il giusto riconoscimento.

Il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in tanti mesi al governo non ha mai ricevuto un solo elogio né alcun merito di riconoscimento dai colleghi politici, come pure dai giornalisti e dalla gente comune, solo critiche e fastidiose risatine. E’ stato giudicato inetto ancor prima di cominciare il suo mandato, forse perché si è tenuto lontano dai selfie, dal gossip, dalle orge culinarie e dalla visibilità compulsiva. Ha risposto ai dubbi continuamente insinuati sulla sua inadeguatezza nell’unico modo possibile (quando si è seri): lavorando incessantemente. Da quando si è insediato ha dovuto gestire una catastrofe dietro l’altra, ma ora che le cose si sono messe davvero male sta dimostrando rigore e nervi saldi, che è quello che serve al nostro Paese, che siate suoi fans o meno.

E che dire della compostezza del Presidente Mattarella, che riesce a non perdere eleganza nemmeno quando tra le righe manda a fanculo i nostri detrattori?


Conte e Mattarella non sono perfetti e forse il peggio deve ancora arrivare, ma hanno sempre cercato parole di UNIONE per trasmetterci sicurezza, a differenza di altri predicatori. Sono sempre rimasti saldi al loro posto, non sono scappati a rifugiarsi in Francia, non si sono messi a gironzolare per mezza Europa per raccattare amici e consensi esponendosi al contagio nel pieno dell’emergenza.
Non hanno fatto orecchie da mercante come gli altri funzionari esteri. Sono rimasti saldi e lucidi, facendoci sentire la loro presenza, invitato alla pazienza dandone prova per primi e cercando di fare tutto quello che si può fare per gestire un’emergenza sanitaria senza precedenti, sconosciuta fino a 20 giorni fa e che muta di ora in ora. Perchè è facile giudicare, fare i professori del dopo, “si doveva, si poteva…”, questo è quanto, e stanno agendo senza piagnucolare o elemosinare aiuti a destra e manca.

La gentilezza, la pacatezza, sono merce rara, ecco perché vanno preservate.

Forse gli italiani si sono davvero stancati delle polemiche, dei ciarlatani che criticano e arrancano, si sono stufati di vivere nell’era dell’insulto e della speculazione di slogan urlati ma vuoti, privi di sostanza, senza alcuna soluzione. Si sono scocciati della critica costante, di essere sempre giudicati e additati dal mondo esterno che pretende ma chiude gli occhi quando a stare male siamo noi.

Non è ancora finita ma ci stiamo provando, e quando riapriremo la porta di casa tutto sarà cambiato e tante cose non saranno più le stesse. Dovremo rimboccarci tutti le maniche e ripartire. Nel frattempo avremo avuto modo di riflettere, guardarci dentro, e starà a noi decidere se presentarci migliori e più orgogliosi di prima. E anche se continueranno a darci degli incapaci saremo noi per primi orgogliosi del nostro Paese.

Il mio augurio è che la consapevolezza che stiamo acquisendo di noi e degli altri si trasformi in una nuova concezione di Stato e di Comunità, che ci rialzeremo tutti più forti e più coesi, recitando una nuova liturgia non nelle chiese ma per le strade delle nostre città.
E che la gentilezza e il rigore di Conte e Mattarella diventino di moda.


(di Agatha Orrico)

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Agatha

Giornalista free-lance Web Journalism Editor e Correttore bozze Collaborazione con rivista letteraria Storie - Roma Recensione dischi e Live per Magazine Shiver Un Fachiro al Cinema Magazine critica cinematografica Articoli viaggio per casa editrice Viaggi Milano

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