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Giugno 2015 – Sono felice di scrivere di musica e letteratura perchè quando vedo e sento cosa succede nel giornalismo per così dire ‘impegnato’ e di attualità mi sale la rabbia. Se il giornalismo di oggi fa schifo, e diciamolo che fa schifo, è per l’uso che ne fanno alcuni giornalisti. I vari Belpietro, Sallusti, Feltri e potrei citarne a decine, scatenano scintille, tengono costantemente alta la tensione, provocano il lettore, cavalcano le disgrazie altrui senza un minimo di decenza. Questo non è giornalismo, è piutosto mancanza di cultura giornalistica.

 

Sono passati con nonchalance dall’appellativo “bastardi” alla “donna arrostita” per concludere degnamente con l’apologia del “Mein Kampf” travestito da operazione culturale.

 

Personalmente considero questa interpretazione della professione oltraggiosa e va detto.

 

Anni fa ci fu un ministro che disse: “Purtroppo dobbiamo convivere con la mafia”. E difatti è quello che stiamo facendo, stiamo convivendo con una vera e propria mafia di giornalisti. Che ne è stato di una professione dannatamente affascinante dove la ricerca e l’approfondimento erano alla base di ottimi reportage? Quando la politica entrava si nelle redazioni ma queste non erano ancora totalmente asservite al politico di turno?
Dove l’hanno lasciata l’onestà intellettuale questi che si fregiano del tesserino, quella stessa onestà che ti dovrebbe far trattare allo stesso modo uno che ti sta antipatico da uno simpatico, che ti fa ammettere che se una cosa è sbagliata o giusta lo devi riconoscere, indipendentemente da chi la fa?

 

Insomma che ne è stato di quel giornalismo solido, preciso, che richiedeva tempo, ricerca, intuizione e che si è trasformato in un inutile gioco al massacro?

(di Agatha Orrico)

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Agatha Orrico

Agatha Orrico è una freelancer formatasi professionalmente presso la storica rivista Storie Leconte di Roma. Ha collaborato negli anni con diverse testate giornalistiche tra le quali Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto, The Post International, Left. Pubblica articoli di ricostruzione storica e reportage per la rivista cartacea L&S di Torino. E' traduttrice (inglese e tedesco), editing e correttrice bozze. E' portavoce del Collettivo Donne contro le Violenze.

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