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Febbraio 2016 – “MORIRAI, SARO’ IL TUO PEGGIORE INCUBO, METTERO’ IL TUO CUORE IN PADELLA E ME LO MANGERO'”. E’ lo schifoso messaggio fatto pervenire al giovane Paolo Borrometi, un coraggioso giornalista che vive sotto scorta, che così ha risposto alle minacce ricevute: “Mi hanno querelato, hanno tentato di oscurare la nostra testata giornalistica, mi hanno ferito, pesantemente insultato e poi minacciato. Ma la Giustizia prima o poi trionfa”.

 

Due anni fa Paolo Borrometi cominciò a scrivere sul condannato per mafia Giovanni Donzelli e sulla sua azienda di smaltimento della plastica. Un affare tossico, una bomba ambientale da centinaia di migliaia di euro a danno della salute dei cittadini. Oggi la Sidi di Donzelli è stata sequestrata.

 

“Non abbiamo vinto noi, non ha vinto la Finanza o la Procura di Ragusa, hanno vinto la Giustizia ed i cittadini che hanno rischiato e rischiano la vita”.

 

Così, questo valoroso eroe dei giorni nostri, questo intrepido italiano, questo cavaliere armato solo del proprio coraggio e della propria penna, questo esempio di come bisognerebbe svolgere il giornalismo nel nostro paese, è riuscito, senza proclami e lontano dalle prime pagine, a piegare un pezzo di mafia.

 

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Agatha Orrico

Agatha Orrico è una freelancer formatasi professionalmente presso la storica rivista Storie Leconte di Roma. Ha collaborato negli anni con diverse testate giornalistiche tra le quali Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto, The Post International. Pubblica articoli di ricostruzione storica e reportage per la rivista cartacea L&S di Torino. E' traduttrice, editing e correttrice bozze. E' portavoce del Collettivo Donne contro le Violenze.

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